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Davvero sei una pecora nera o ti hanno fatto credere di esserlo?

Tempo di lettura: 2 minuti

Cara pecora nera,

La pecora nera lotta per se stessa e per gli altri

ti scrivo solo poche righe per aiutarti a fissare la tappa che hai raggiunto nella sessione di oggi.

Abbiamo parlato delle lotte che fai per gli altri e non per te stesso, ricordi?

In altri momenti del percorso sei stato preciso e ligio nell’annotarti tutti i progressi che stavi facendo; ma questo è un un periodo in cui tutto si accavalla e non hai nemmeno il tempo per respirare. Non ti offenderai se, per una volta, annoto qui sul blog quello che metteresti comunque di tuo pugno nel diario del Nautilus.

Per prima cosa, ricorda che il mondo è pieno di pecore che si reputano nere e non lo sono. Si vedono addosso un colore diverso perché il resto del gregge si sente bianco, ma è solo un’illusione ottica: non cadere nell’inganno.

Questa convinzione ti fa smettere di lottare per te stesso:

Eppure sei anche la stessa persona che si inalbera quando vede ingiustizie nei confronti degli altri, che sacrifica ore di sonno pur di portare a termine gli impegni presi, che rinuncia a propri privilegi per senso di gratitudine.

Cosa avranno visto di nero in te, resta ancora un mistero, ma tant’è andiamo avanti…

Le lotte che sei disposto a fare per gli altri, puoi farle anche per te stesso.

Questa è la novità da oggi.

Ti ho chiesto di pensare a qualcuno che vive una situazione molto simile alla tua e hai trovato *****. Per lui faresti quello che non fai per te. Eppure le condizioni in cui vi trovate ad agire sono identiche.

Ricorda che questo passaggio è basilare: cambiando il punto di vista, smetti di percepirti come una pecora nera e agisci diversamente.

Vorrei che riflettessi anche sul modo in cui l’attuale stato delle cose ti offre l’opportunità di essere leader (a questo proposito, mi permetto di aprire una parentesi e di sottolineare che è stato un bel traguardo anche l’aver ammesso a te stesso che hai una voglia matta di ispirare e guidare gli altri; e non è un desiderio astratto, ma è supportato da una volontà concreta che ti dispone ad imparare tutto quello che serve per diventarlo).

Dicevamo? Ah, l’opportunità.

Sì, perché quei tuoi valori che senti violati e che scalpitano per venire fuori sono il supporto che ti accompagnerà nella lotta culturale che ti aspetta: da un lato le tue idee, dall’altro quelle radicate nel territorio in cui vivi e lavori.

Non sarà facile, lo sappiamo. Ma quando mai lo è?

Però siamo entrambi consapevoli che ora hai gli strumenti per farcela e che li stai affinando ogni giorno, con costanza e disciplina.

E poi, come dici sempre scherzando: «Sun Tzu, aiutaci tu!» (un po’ di strategia non fa mica male in questi casi!)

Dai Nautilus, dai!

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