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Cercare lavoro organizzando il tempo al meglio

Tempo di lettura: 4 minuti

“Ho necessità proprio di pianificare, in generale. Non solo ora che devo cercare lavoro.
Mi sto riscoprendo anche attraverso i racconti delle mie amiche.
Non ce n’è stata una che non mi abbia chiesto: come fai a organizzarti la giornata?
Il segreto secondo me è accettare la situazione, prenderne atto e muoversi di conseguenza.
Mi segno ogni piccola cosa, altrimenti andrei a briglie sciolte e invece ho bisogno di questo rigore.”

Come cercare lavoro organizzandosi al meglio
Photo by STIL on Unsplash

La condizione di “non occupazione” richiede disciplina e metodo per affrontare tutti i momenti di smarrimento, auto critica e demotivazione legati alla ricerca che può essere (purtroppo) infruttuosa per un lungo periodo.

Nella sessione precedente le avevo chiesto con chi poteva confrontarsi per migliorare il modo in cui stava cercando di trovare lavoro.

Da un’amica brillante era arrivato un incoraggiamento sui tempi necessari:

“Le ho chiesto: tu, al mio posto, cosa faresti in una situazione così ambigua?

Lei mi ha spiegato che ha cambiato 3/4 aziende, non si è mai fermata.
Il nostro ambito lo consente.

Non ci ho messo mai meno di 2/3 mesi perché è un tempo fisiologico, ma a prescindere da quello che è successo adesso*.
Tu inizia a vedere, inizia a studiare i profili, adatta il tuo curriculum anche a diversi profili, magari facendo leva sulle soft skills (più che le hard skills) che sono quelle che contano di più.
Invece che mettere soft skills “due punti”, rendilo più esplicito con gli esempi.”

Mi ha suggerito tutte queste cosine e le ho ascoltate anche in un webinar.
Ho abolito l’idea di master e ho deciso di concentrarmi sul discorso del curriculum.”

[*eravamo all’epoca del lockdown]

Un po’ perché è una giovane donna consapevole che è importante rispettare una certa disciplina, un po’ perché è stata ben consigliata, era partita in quarta.

L’intoppo

Poi venne una sessione in cui, chissà come, chissà perché, quell’organizzazione sembrava non funzionare più.

“Che devo fare?
A volte ho l’impressione di fossilizzarmi. Come se non riuscissi ad andare avanti rispetto al cercare lavoro.
Forse sbaglio a guardare sempre e solo lì in quella zona.
Ho continuato a mandare candidature via LinkedIn.
Quelle che ho cercato, le ho inviate.
Tutte le mattine accendo il computer, pare di nuovo tutto fermo.”

Cos’era successo?

Qualcosa si era inserito nell’agenda senza che se ne fosse resa conto.

Come l’inchiostro simpatico: invisibile mentre scrivi, non lascia tracce, eppure c’è e può essere reso visibile solo con i giusti interventi.

Ebbene. Vado a svelare il mistero.

Tutti abbiamo vicino qualcuno che ci vuole bene e che, quando stiamo passando un momento di difficoltà, cerca di rendersi utile.

C’è chi sprona, chi si rimbocca le maniche, chi si fa sentire più spesso.

Non tutti riescono nel loro intento. Qualcuno, malgrado le buone intenzioni, sortisce l’effetto opposto a quello voluto.

“Lui sta a tremila. Abbiamo tempi diversi.

Per lui bisogna essere produttivi, non rimuginare, che è un aspetto che devo migliorare sicuramente.
Ci voglio arrivare alle cose, ma ci voglio arrivare pure da sola.”

Insomma, il giovane baldanzoso commentava il suo procedere e si attivava più di quanto lei avrebbe gradito.

Così aveva cominciato a spiegare, argomentare, si era messa a difendere le sue idee, le sue scelte, il modo in cui impiegava il suo tempo.

Cercare lavoro stando attenta alle distrazioni più insidiose

Naturalmente, più una persona ci è cara, più vorremmo che capisse qual è il modo giusto per starci vicino (e più ci restiamo male quando non lo capisce).

Per farla breve, da entrambe le parti c’erano tante energie emotive spese per gestire quei dialoghi.

C’è pure da specificare che all’epoca c’era di mezzo la riapertura dopo il lockdown, un possibile trasferimento, mille incognite.

Con le critiche da un lato e le incognite dall’altro, si era ritrovata con l’agenda vuota perché incapace di fissare alcunché.

“Può essere capitato questo: vedere il vuoto in agenda ti ha fatto un po’ credere che lui abbia ragione, che tu non stia investendo bene il tuo tempo, che tu non stia preparando i colloqui, …

E noi sappiamo quanto è importante la pianificazione per te.

Oltretutto, quel vuoto può non aver fatto scattare quel meccanismo che funzionava (prendere tempo per raffreddare le emozioni) e sei finita intrappolata nelle giustificazioni con lui e nel rimuginare fra te e te.”

Non posso raccontare cosa successe a lei in quel momento, ma posso certamente dire che per me, d’improvviso, la sua agenda passò da vuota a piena delle scritte invisibili che segnavano tutto quel tempo passato a gestire emozioni e relazioni.

Da quel momento, consapevole dell’errore (se così vogliamo chiamarlo), riprese a riempirsi l’agenda con tutto quello che poteva fare. Quando mi aggiornava via Whatsapp la sentivo ben instradata ed energica.

Era riuscita nella parte davvero più complicata: mettere la sua mente nella condizione di serenità indispensabile per fare buone ricerche e proporsi al meglio.

“Cercavo sempre di aggrapparmi a una sorta di normalità e stabilità, non solo nell’interesse delle bambine, ma anche nel mio.”

[Da “Becoming. La mia storia”, Michelle Obama]

Ora è soddisfattissima del lavoro che ha trovato

(Sì, sì. Anche io lo sono, soprattutto perché è meglio di come se l’aspettava)

“Chi ha successo non ha superato il fossato scivolandovi seduto come in un toboga, né cadendoci per caso e uscendone altrettanto casualmente illeso. No, vi si è calato volontariamente e ha proceduto a fatica con il massimo impegno e cambiando le regole. La consapevolezza di trovarsi nel fossato non rende l’esperienza più gradevole, ma può aiutare ad attraversarlo più in fretta adottando le soluzioni più opportune.”

[tratto da “Vicolo cieco”, Seth Godin]

Nel frattempo, ahimè, sono sorte altre sfortune e altri impedimenti, ma lei resta fedele alla sua agenda, consapevole dell’importanza che ha nella sua vita per riservare spazio a tutto quello che le fa bene (allenarsi e prendersi cura del suo corpo, esserci per la sua famiglia e sì, anche per lui, di cui ha capito le buone intenzioni).

Inoltre, continua a essere una credente del suo motto “il segreto secondo me è accettare la situazione, prenderne atto e muoversi di conseguenza” (che, diciamolo, è un gran bel motto).

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