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Ricevere feedback è un risultato che si può migliorare

Tempo di lettura: 3 Minuti

“In base alla mia esperienza posso dire che non c’è verso, la gente non sembra comprendere l’importanza di dare e ricevere feedback…”

La persona che ha pronunciato questa frase non è l’unica a trovarsi in questa situazione. È una condizione estremamente diffusa.

La difficoltà di ricevere feedaback
La difficoltà di ricevere feedback

“Spesso ho la netta impressione che non mi dicano la verità” ci raccontò il direttore generale di un’azienda europea. “Non sono in grado di identificare con certezza l’origine di questa situazione, perché in realtà nessuno mente. Ma percepisco che le persone mi nascondono qualcosa o mascherano certi fatti chiave affinché io ci passi sopra. Non stanno mentendo, ma non mi dicono neppure tutto ciò che mi servirebbe sapere. Devo sempre tirare a indovinare”. Questo è un chiaro caso di sindrome della reticenza: il vuoto di informazioni che si crea attorno a un leader quando i suoi collaboratori evitano di comunicargli informazioni importanti (e in genere spiacevoli).”

Tratto dal libro: “Essere leader“, Daniel Goleman, Richard E. Boyatzis, Annie McKee

Perché è così difficile ricevere feedback utili?

Con uno sforzo di empatia, prova a chiederti: “Cosa potrebbe impedire agli altri di esporre ciò che pensano?”

  • Insicurezza. Magari vorrebbero dirti che stai sbagliando qualcosa, ma la loro mente è preoccupata dalla paura di sbagliare.
  • Sembri indisposto/a all’ascolto. Stai chiedendo un parere, ma ti lasci percepire in modo ambiguo. Non credono che tu sia davvero disposto/a ad accettare quello che stanno per dire. Per esempio, mi è capitato diverse volte di assistere a questa scena:
    • La persona X chiede a Y: “che cosa ne pensi?”
    • Y risponde sinceramente
    • X aggredisce/contesta quello che Y ha detto (Se l’interazione fra X e Y dura da tempo, alla fine Y smette di esprimere la sua opinione)
  • Temono di ferire i tuoi sentimenti. Se quello che stanno per dirti potrebbe metterti a disagio, evitano di dirtelo. Se potrebbe farti male in qualche modo, cercano di evitarti una sofferenza.
  • Mancanza di tempo. In alcuni casi, non hanno proprio il tempo per prendere in considerazione ciò su cui hai richiesto un feedback. Ricordo un’intervista a Umberto Eco che diceva di aver fatto il calcolo delle ore necessarie per rispondere a tutte le richieste che riceveva: non gli sarebbe bastata una sola vita!
  • Rischiano qualcosa che non vogliono perdere. Hanno paura delle conseguenze, in sostanza. Sono noti i casi di persone che sono state “punite” per la loro sincerità. Capita sia a livello professionale che a livello personale.
  • Non pensano di avere le competenze necessarie. È possibile. Per esempio, se chiedi di valutare una foto a una persona che non ha le basi, stai chiedendo qualcosa che non rientra nelle sue capacità.
  • Non c’è nulla che glielo impedisca, semplicemente “evitare di darti un feedbackè una scelta.
  • Fatica. Dare dei feedback davvero utili richiede impegno. Mettere un “mi piace” è piuttosto veloce e facile. Esprimere un commento richiede un impegno più profondo.
  • Mancanza di motivazione. Perché dovrebbero darti il feedback? Se chiedi a qualcuno di esporsi, deve avere delle valide ragioni per farlo. Non basta chiedere.
  • Invidia/gelosia. Non vogliono aiutarti a migliorare o non vogliono riconoscerti un merito.

Che cosa devi fare se vuoi riceverne di più?

Ora che abbiamo fatto un salto nei panni dell’altro, è opportuno tornare nei propri e chiedersi:

  • In che modo chiedo i feedback che mi servono?
  • Che cosa so della persona a cui chiedo un feedback? Ha il tempo e/o le competenze e/o la disponibilità e/o la capacità di fare critiche costruttive?
  • Come reagisco di solito ai feedback?
  • Ci sono altre persone che rispondono meglio al profilo di chi può darmi feedback utili?
  • Quali segnali mi sta mandando l’altra persona anche se non si esprime direttamente?

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