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Essere costante collegando presente e futuro

Tempo di lettura: 3 minuti

Lei desiderava essere costante. Ma le azioni che programmava, per una ragione o per un’altra, non venivano portate a termine.

“La mia ambizione non è scalare sempre di più.

Il mio fidanzato è una persona davvero ambiziosa.

Io mi sono sempre vista come una persona con degli obiettivi, ma più piccoli delle persone con cui mi confronto.”

È abbastanza frequente vedere collegata l’ambizione con i soldi e i soldi non sono una leva motivazionale per tutti. Per qualcuno sono addirittura demotivanti.

Mi chiesi e le chiesi se avesse mai visto l’ambizione come legata a un obiettivo di qualità e non di guadagno.

“È la stessa cosa nella meditazione. So che mi serve ma non sono riuscita a essere costante. Non sono in progressione crescente. Non riesco a fare 30 minuti al giorno come vorrei.
Il metodo che mi hai suggerito non funziona con me. 
Sono sempre io che me la suono e me la canto.
Io non riesco a trattenermi alcune volte e quindi non ha forza a costringermi.
Finché sono io che decido il bello e il buono.
Ho bisogno di qualcuno che sia garante insieme a me di quell’obiettivo, compagno di sfida.
Qualcuno che a fine giornata mi incentiva.
Mi fa sentire che non sono da sola. Deve essere qualcuno che stimo.”

Le feci notare che, invece, avrebbe potuto alimentare il senso di responsabilità verso se stessa.

“In generale, la disciplina per l’uomo è impossibile senza una grande ambizione. Se uno non è disposto a mandare avanti il feudo da solo, non realizzerà niente.”

[da “Hagakure. Il codice segreto dei samurai”, Yamamoto Tsunetomo]

La disciplina è un investimento quotidiano

“Il mio fidanzato è uno molto più pratico. Sa che deve fare delle cose, si focalizza, si concentra e le fa.

Io invece sono una persona più calma e ci metto più tempo.
Non ha senso velocizzarmi tutto e causarmi ansia. Mi piace fare le cose bene.”

Essere costante per lei era un costo molto alto da sostenere e si aspettava ci fosse un “guadagno” che lo compensava (non “guadagno” in senso economico ma nel senso di altri valori che le stanno a cuore).

Se non intravedeva quel guadagno, quell’azione non meritava lo sforzo/sacrificio nel presente.

“Conosci il bias cognititivo WYSIATI (what you see is all there is)?

Se prendi decisioni solo in base a ciò che vedi nel presente (quantità di clienti attuali, stile di vita attuale, guadagni attuali, livello di salute attuale, …) è molto difficile che tu prenda decisioni che ti porteranno al futuro che desideri.

Inoltre, qualsiasi sforzo in più, qualsiasi sacrificio viene percepito come enorme nel presente (WYSIATI) perché non stai guardando al futuro.

Tenendo in considerazione solo quello che vedi ora è come se “sganciassi” ogni azione del presente dal futuro, è come se non vedessi il collegamento fra l’investimento quotidiano (disciplina) e il modo in cui si incastra nei tuoi risultati futuri.

A quel punto iniziò a capire come si era ingannata senza rendersene conto:

Mi sono detta: “Quando mi accorgerò che le cose stanno veramente cambiando, farò qualcosa. Ma non è così facile accorgersene quando ci si è dentro. Era una sensazione finta.”


Essere costante creando il collegamento presente-futuro

“In che modo il fatto di non meditare oggi mezzora condizionerà la giornata di domani?

Probabilmente accumulerai più stress nella giornata in corso, sarai meno focalizzata, più distratta e arriverai a domani con più pressione addosso, magari con del lavoro arretrato che non sei riuscita a fare, a quel punto salterà di nuovo la meditazione perché userai quel tempo per recuperare le priorità, ecc… 

Devi cominciare a tenere in conto il futuro anche nelle micro decisioni nel presente. Devi “capire che ogni azione fa parte di una cosa più grande” e questo è il nuovo valore che puoi coltivare nella tua vita.”

Passò un mese fra quella sessione e la più recente. Quando la rividi mi parve una donna diversa.

Ha ancora la consapevolezza di non essere costante come vorrebbe, ma ha anche iniziato a vedere tutto in una prospettiva di ampio respiro. È come se avesse capito che tutto è interconnesso

“Riesco a guardarla in un contesto un pochino più allargato.
Stamattina mi sono svegliata un po’ inversa e quindi non è che ho sempre questa voglia di rispettare la mia agenda.
Mi sto dicendo che non devo vederla come “ho voglia”/”non ho voglia”.”

È normale che all’inizio faccia fatica, ma mi pare già un bel risultato che le venga naturale impegnarsi a trovare una prospettiva più ampia. Più si esercita, più le verrà spontaneo.

Capire che un’azione fa parte di un progetto più grande è un approccio vincente che aiuta a essere costante.

Come si è accorta lei stessa, “mi permette di sganciarmi dal circolo vizioso in cui mi trovo e ripartire con il piede giusto”.

L’immagine che ha di se stessa nel futuro sta iniziando a prendere concretamente forma nel presente. 

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