La sfida è gestire le interferenze esterne e migliorare la concentrazione

“Ho bisogno di più concentrazione sul mio lavoro. Devo essere meno distratto da queste interferenze esterne quotidiane.”

Un mondo senza interruzioni è possibile?

“Telefonate, messaggi. Sono azioni di disturbo che sicuramente non vengono fatte con cattiveria. Ma i miei equilibri, professionali, personali ed emotivi, vengono squilibrati. […]

In questa settimana avrei dovuto fare questo, questo e questo… A fine settimana, a causa di x motivi, non sono riuscito a fare neppure un terzo di quello che mi ero ripromesso.”

Come non capirti?

Ci fu un periodo in cui disattivavo le notifiche, silenziavo il telefono, lo mettevo a testa in giù, scollegavo temporaneamente internet. In pratica mi creavo un “eremo virtuale”, salvo poi rendermi conto che una parte di me “restava connessa” con chi avrebbe potuto aver bisogno di contattarmi.

Il succo è che le interferenze esterne mettono in luce che devi migliorare la tua capacità di concentrazione.

L’errore che si fa spesso, invece, è dare la colpa a qualcun altro: chi non sa capire che non deve interrompere, chi non sa rispettare gli spazi oppure chi non sa distinguere fra un problema urgente e uno che può essere trattato in un secondo momento. 

Intendiamoci, non dico che gli altri non possano essere persone migliori nei tuoi confronti.

Potrebbero essere più comprensivi ed empatici, potrebbero rispettare le tue priorità.

Ma per una persona che farà lo sforzo di venirti incontro favorendoti, ce ne saranno sempre altri che non si porranno il problema.

Insomma, se non è uno, sarà un altro.

Fai molto prima a migliorare la tua capacità di concentrazione.

Hai presente quando il pubblico della squadra avversaria fischia contro per deconcentrare l’atleta nel momento determinante? Se non sa mantenere la concentrazione, sbaglia il tiro o l’esercizio.

Potrà incolpare quanto vuole gli altri, ma il risultato negativo resta suo.

Come paghi tu l’effetto delle interferenze esterne?

A ogni interferenza esterna segue una tua reazione emotiva.

Può essere frustrazione perché devi lasciare e riprendere, rabbia perché non ti capiscono, tensione per gli scontri con gli altri. Insomma, non sono solo i 5 (10/20/30…) minuti al telefono, è anche tutto lo strascico che ti rimane nella testa, tutti quei pensieri su ciò che è appena avvenuto.

Per capirci, a quei 5 (10/20/30…) minuti devi aggiungere altri minuti per riprenderti, che per qualcuno diventano ore intere e c’è perfino chi ci perde delle mezze giornate.

E in cosa si traduce tutto questo?

Non ti basta mai il tempo. Il tempo del lavoro si mangia il tempo del privato. 

Tutto questo alimenta altre interferenze, cresce la tua stanchezza perché non riposi mai, e quando sei così sotto pressione diventa ancora più complicato gestire le relazioni.

concentrazione
Photo by Simon Frey

Spostare il focus dall’interferenza alla sfida della concentrazione.

Mettiamo un attimo da parte le interferenze e gli altri. Creiamo un momento di sfida fra te e te.

In cosa puoi migliorare proprio grazie alle interruzioni esterne?

Posso suggerirti qualche idea?

  • Il modo di rispondere agli altri. (Puoi essere più veloce? Più efficace? Usare più diplomazia? Migliorare la tua comunicazione?)
  • Il tempo che ci metti per riconcentrarti. (Puoi crearti una tabella in cui registri i tuoi “tempi di recupero” e i tuoi progressi?)
  • La gestione delle tue emozioni post interferenza esterna (Per esempio, puoi passare dalla rabbia al disappunto, alla serenità, al sorridere di te per come dai troppo peso a un messaggio?)
  • L’organizzazione del tempo o delle attività. (Puoi programmare dei momenti dedicati a rispondere e altri solo per te?) 

Trova la sfida che pensi ti dia maggiore soddisfazione.

Vedrai che le interferenze esterne diventeranno il pretesto per dimostrarti che la tua capacità di concentrazione è diventata molto solida. Alla faccia dell’interruzione!

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