Costruire la tua rete di sicurezza è l’antidoto al temuto futuro in solitudine

Possiamo essere la rete di sicurezza di qualcun altro.

E possiamo aver bisogno di una o più persone che ci afferrino al volo se, nel tentativo di elevarci, sbagliamo qualcosa e rischiamo di schiantarci dopo un lungo salto nel vuoto.

Lei è preoccupata per le scelte di una persona che le è molto cara. Perciò siamo qui a capire come leggere la situazione, come migliorare il modo in cui comunica i suoi timori, come può essere supporto pur rispettando la libertà degli altri.

Eppure non ci sono solo gli altri, c’è anche lei.

Quando sento che è più serena sui prossimi passi, sposto l’attenzione e chiedo come stai lei, cosa vuole per se stessa.

“Da quando mi ha parlato, ho proprio un’angoscia. Piangevo già per i cavoli miei.

Se penso a *****, ******, *****… non ho più quell’idea che avevo prima di loro.

***** ha degli atteggiamenti infantili che manco se li vede.

Vengono a puntare il dito contro di me e sono quella che sta meglio di tutti.

***** litiga per motivi futili.

****** ha degli attacchi di rabbia.

***** sta insieme a un uomo solo perché non riesce a stare da sola.

Mi pare che qua siamo tutti bravi a parlare però a guardarci dentro proprio per niente.

Ci sto male perché sto già pensando che starò da sola. Io non ho nessuno.

Tutto questo immaginario futuro di solitudine è una proiezione di come stanno andando le cose in questo momento.

Prendilo come campanello d’allarme che ti dice:

“Comincia a costruirti una rete di sicurezza che possa salvarti dovesse succedere qualcosa nella tua vita.”

rete di sicurezza
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Un bisogno che è fondamentale soddisfare

“Come per passare accanto a un abisso o per attraversare un profondo torrente su un ponticello si ha bisogno di una ringhiera, non per aggrapparsi a essa – ché crollerebbe immediatamente – bensì per suscitare per l’occhio l’idea della sicurezza, così si ha bisogno da giovani di persone che ci rendano inconsapevolmente il servizio di quella ringhiera. È vero, esse non ci aiuterebbero, se noi volessimo veramente, in un grande pericolo, appoggiarci ad esse, ma dànno il senso tranquillizzante della protezione vicina (per esempio i padri, i maestri e gli amici, come tutti e tre di solito sono).”

Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Mi guardo spesso attorno e vedo sempre più persone auto isolarsi. L’hai notato anche tu?

Uno per un motivo, l’altra per un altro.

Un po’ per dimostrare di essere forti, di farcela da soli, di non aver bisogno di nessuno.

Un po’ per diffidenza, per paura di ferirsi o di restare delusi.

Piano piano le maglie di quella rete sociale si logorano e si riempie di buchi. Si fa largo la sensazione che, se ti dovesse succedere qualcosa, non ci sarà nessuno a salvarti o ad aiutarti a curare le ferite.

Attivati nel presente per costruire la tua rete di sicurezza.

“Frequenta posti in cui puoi incontrare persone di qualità.

Costruisci legami forti, con persone affidabili, con persone che abbiano il tuo stesso punto di vista sulla vita o che possano aiutarti ad aggiungere nuovi punti di vista costruttivi.

Da tempo stai lavorando su queste capacità (la determinazione, la precisione, la concentrazione).

Si vede in ogni iniziativa che stai prendendo e nel modo in cui non ti fermi alla prima impressione (buona o cattiva che sia).

Puoi migliorare ancora e ti fa solo bene.

Ti terrò d’occhio durante tutta la costruzione della tua “rete di sicurezza” che è la cosa che mi preme di più che tu abbia, a prescindere dalla libertà degli altri di viversi la vita come meglio credono.”

Poi, come sempre accade quando modificate atteggiamento mentale verso le situazioni, dopo quella sessione sono cambiati proprio i rapporti con quelle stesse persone.

Il suo sostegno le ha aiutate e riprendersi dalle tempeste nelle loro vite e a loro volta, stanno tornando a essere sostegno per lei. 

Prenditi cura della tua rete e la tua rete si prenderà cura di te.

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