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Spronare o non spronare qualcuno ai fini di una collaborazione anche se non crede sé?

Tempo di lettura: 2 minuti

Spronare o non spronare? Questo è il dubbio…

Tempo fa ho invitato un ragazzo a fare una mostra delle sue bellissime creazioni, presso […] Lui è contento della cosa e mi dice di avviare una collaborazione insieme, io parto in quarta e […] non mi sbilancio, anche se intuisco che lui vuole essere spronato a fare e mettere in vendita […]. La domanda è: devo insistere o no?

La scelta fra spronare o non spronare dipende dall’obiettivo.

Se provi a “incoraggiarlo” è molto probabile che riuscirai a farlo esporre e a mettere le sue creazioni in vendita.

Ma questa è solo la partenza, diciamo. Qual è la visione di più ampio respiro? Chi si occuperà della vendita? Chi interagirà con i clienti?

Se sarà compito suo e se l’incoraggiamento sarà venuto da te senza che lui si sentisse davvero addosso la forza e la fiducia in se stesso, correte il rischio che non riesca ad affrontare gli ostacoli sul cammino che questa fase, inevitabilmente, presenterà.

Mi spiego meglio. Spesso chi ha quelle insicurezze di quel tipo ha anche dei problemi a quantificare i prezzi, si vergogna a farsi pagare, non sa gestire le obiezioni dell’acquirente, teme il giudizio a cui si espone… Tutto questo può ritorcersi contro di te con espressioni del tipo:

“Mi hai convinto tu, io non me la sentivo!”

Oppure con comportamenti di “sabotaggio” del progetto (es. non presentarsi, non portarlo a termine, manifestazioni di malessere di vario tipo, assenza, demotivazione e bisogno di supporto continuo, …) costringendoti a un’enorme fatica emotiva, fisica e, talvolta, anche economica.

Anche per lui sarebbe un’esperienza molto dolorosa, potrebbe viverla come un fallimento o la conferma della propria inadeguatezza.

Quindi? Rinunciate?

No. Intanto ho parlato di “rischio che non riesca ad affrontare gli ostacoli”. Dipende dal carattere che ha. C’è chi effettivamente ha bisogno di essere portato in certe situazioni per reagire.

È il caso di quel ragazzo? Come fai a saperlo?

Trovatevi un momento per parlarne, meglio se in un luogo “neutrale” (un bar tranquillo, un parco, …).

Chiedigli in quali altre occasioni del passato è stato incoraggiato a fare qualcosa su cui era titubante come oggi e fatti raccontare com’è andata a finire… Osservalo bene mentre ti parla. Cosa fa? Si chiude? Trova coraggio? Riflette su se stesso?

Poi, perché no, ragionate insieme su quali sono le similitudini e le differenze fra quella situazione e la vostra che state andando a progettare.

Magari prendete un foglio e dividetelo a metà. Su un lato “cosa è uguale ad allora”, sull’altro “cosa è diverso da allora”.

Aiutalo a trovare le convinzioni con cui aveva approcciato il progetto (“come pensavi sarebbe andata allora, prima di iniziare?”) e confrontatele con quelle del presente.

Ecco, a quel punto dovrebbe essere chiara la situazione a entrambe le parti.

A lui, su se stesso e, da coach, posso solo augurarmi che voglia lavorarci sopra per eliminare le sue insicurezze e costruire una solida carriera.

A te, perché sai se è il caso di spronare oppure no e, se lo fai, cosa potresti aspettarti.

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