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Una tecnica per allenare il pensiero creativo

Tempo di lettura: 3 minuti

Prima di esporti una tecnica per allenare il pensiero creativo, mi sembra doveroso aggiungere qualche spiegazione sul suo significato e anche sulla sua utilità.

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Nel video Bruno Munari fa queste distinzioni:

La fantasia permette di pensare a qualcosa che prima non c’era, senza nessun limite, nel senso che posso anche pensare a delle cose non realizzabili praticamente.

L’invenzione produce qualcosa che prima non c’era, ma senza problemi estetici. Perché quando un inventore produce un meccanismo, non si preoccupa che sia anche bello. Si preoccupa solo che debba funzionare perfettamente.

La creatività usa sia la fantasia che l’invenzione per produrre qualche cosa che prima non c’era ma che sia praticamente realizzabile e funzionante.

L’immaginazione pare che sia quella facoltà che permette alle persone di visualizzare quello che l’invenzione e la fantasia producono.

Tutte quante operano nella memoria facendo delle relazioni fra quello che una persona ha imparato o conosciuto.

Molto efficace.

E ora restringiamo il campo proprio al pensiero creativo: a cosa serve?

  • Creare qualcosa di unico (un prodotto, un’idea, un evento, …)

  • Evitare un fastidio (per esempio, quando ci si trova alle strette e serve uno stratagemma per uscirne)

  • Trovare il modo per soddisfare un bisogno (es. Si ha fame e non c’è nulla di pronto)

  • Trovare una risposta ad una domanda (es. “come facciamo ad abbassare i consumi di questa macchina?”)

  • Pensare un sogno (es. andare sulla Luna)

A guardarle bene, sono operazioni che tutti facciamo (chi più, chi meno).

Che cosa accade quando si usa poco il pensiero creativo?

Diventa tutto molto difficile. Non si riesce a pensare al meglio (non ci sono sogni), si produce ciò che c’è già (non c’è unicità), ogni ostacolo sembra insuperabile, le domande rimangono senza risposta, si vedono limiti ovunque, ci si sente senza via d’uscita (non si trova risposta alle domande e non si evitano i fastidi).

Tutto piuttosto triste…

Perché si può avere poca o nulla creatività?

Di solito c’entra il critico killer che c’è dentro di noi. È un po’ come avere sempre qualcuno che ti dice: “non servirà”, “non si può fare”, “non sei capace”, “non piacerà a nessuno”, …

Come si può attivare un processo creativo con un “soggetto” così molesto all’interno di se stessi?

È alquanto improbabile perché la creatività ha bisogno di lasciare fluire i pensieri liberamente, senza giudizi né pregiudizi. Poi verrà anche il momento di essere realisti, certo. Ma ogni cosa a suo tempo.

Ma tu sei il tipo che sa tenere a bada il proprio critico e ti stai chiedendo:

“Ok! Ma questa tecnica, coach?”

Ci arrivo. Qualche giorno fa stavo guardando un programma su Rai5. Nei pressi di una spiaggia, da un po’ di tempo, avevano cominciato a depositarsi rifiuti provenienti da altre nazioni, spinti dalle correnti.

Una donna aveva notato che molti di questi scarti portati dal mare erano delle ciabattine di plastica. Le raccoglieva, le lavorava e le trasformava in oggetti, totalmente diversi, che rivendeva ai turisti.

Le ciabattine (rifiuti dei paesi sviluppati), diventavano souvenir per i turisti (proveniente dai paesi sviluppati). Creativo, non ti sembra?

Ne è nato un business che dà la possibilità di vivere alle famiglie del posto e anche di mandare a scuola i loro i figli (un lusso, prima di questa trovata).

“Ehi!” ho pensato “ma questo è un caso di applicazione del “binomio fantastico” di Gianni Rodari!”

Un binomio fantastico?

Sì. È un’associazione di due parole “sufficientemente estranee” fra di loro. In questo caso:

rifiuto – reddito

E questa è una tecnica che tutti possono utilizzare per uscire da momenti senza stimoli, per trovare idee e soluzioni che non vengono in altro modo, per allenare la propria creatività. Il collegamento fra una parola e l’altra, dipende molto dalla tua finalità. Ma il suggerimento è di non scartare nulla di ciò che ti viene in mente. Può sempre venire utile in un secondo momento o essere lo spunto per altre idee (anche se, sul momento, può non sembrare).

Ti suggerisco qualche binomio su cui puoi esercitarti:

crisi – sommergibile

separazione – elogio

disoccupazione – riunione

tasse – pacifismo

malattia – cortometraggio

incomprensione – scienza

abbandono – balletto

solitudine – fibra

Come li ho creati? Con una tecnica molto semplice: i primi a sinistra sono tutti problemi piuttosto frequenti… Per i secondi… Ho aperto a caso il vocabolario… Devono essere “estranee“, no?! 😉

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