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Imparare a goderti il viaggio della tua vita

Tempo di lettura: 3 Minuti

Oggi parti. Lasci la città in cui sei cresciuta e traslochi in quella città da cui hai dovuto allontanarti dopo aver perso il lavoro e in cui non eri potuta ancora tornare a causa del lockdown. Torni con un obiettivo diverso dai precedenti: imparare a goderti il viaggio della tua meravigliosa vita.

Non è neppure un anno che ci conosciamo io e te.

In questi 9 mesi ti sei ripresa indietro ciò che le circostanze ti avevano tolto, ma hai fatto in modo che tutto rappresentasse un salto qualitativo nella tua vita.

Il lavoro è migliore del precedente ed entri in una casa che dovrai gestire da sola senza doverla più dividere con altre coinquiline.

Volevo scrivere qualcosa dedicato a te, oggi, che è un giorno così importante. Come al solito sono andata a vedere le bozze delle nostre sessioni, ma mi sembravano tutte troppo lontane dalla donna che sei adesso.

Un giorno ti raccontai che ho delle coachee venete con cui chiudo spesso alcuni discorsi dicendo nel loro dialetto: “nemo vanti!”, con quell’inclinazione nell’intonazione che è un’esortazione a darsi una mossa, ché non si può tornare sempre sugli stessi argomenti, ché c’è altro da fare.

Ecco, rileggendo quelle bozze e pensando a come usarle mi è venuto in mente “nemo vanti!” e ho optato per questa lettera.

L’importanza di imparare a goderti il viaggio.

Sei una pianificatrice con l’agenda sempre alla mano e una “spunta caselle” come la nostra Michelle Obama di “Becoming”. Ne abbiamo iniziato la lettura insieme, l’abbiamo sospeso perché altre priorità ci hanno fermate ma proprio da lunedì prossimo ricominceremo là dove ci eravamo fermate mentre tu sarai nella tua nuova casa.

Dubito che saresti arrivata dove sei senza questa dote, ma hai anche capito che non è sufficiente.

Ci sono stati avvenimenti che ti hanno fatto concludere che devi aggiungere “skills” al tuo approccio alla vita.

Come sai, mi riferisco al lockdown (ancora in corso e che rende difficile pianificare), a quella malattia ad un membro della tua famiglia (superata ma che ti ha spaventata molto e ti ha fatto rivedere i tuoi programmi dandoti la sensazione (sbagliata) di “essere tornata indietro”) e a quel rapporto affettivo ancora tutto da definire nell’impalcatura sostanziale:

“Per me bisogna vedere se si è disposti ad amarsi nella diversità.
Rispettare la diversità e dare tempo ed essere disposti ad accettare quelle diversità.”

Per come la vedo io, non è colpa delle situazioni che ci fanno soffrire, ma le situazioni ci fanno misurare con noi stessi. Ciò che ci fa soffrire sono i nostri limiti che le situazioni fanno emergere.

E così hai capito che ti serve più “assertività”; hai scoperto che non puoi continuare a “dimenticare” che i tuoi progressi sono il frutto del tu impegno e perciò devi imparare a “darti il merito”; sei diventata consapevole che nella tua prospettiva temporale c’è spesso il passato, c’è spesso il futuro e molto poco il presente (perciò rischi di impedire a te stessa di “goderti il viaggio” nella tua meravigliosa vita).

“Perché è così difficile?”, mi hai chiesto qualche giorno fa.

Come molti concetti che non ci appartengono, come quando impari una parola nuova, questi obiettivi di apprendimento ti sembrano dei contenitori vuoti e fatichi a capire quale percorso ti consentirà di realizzarli.

Perciò voglio ricordarti che parti ben equipaggiata per questo viaggio verso “skills ignote”. Sei supportata dalla tua intuizione, dalla tua dignità e dalla tua capacità di organizzazione. Se ti sentirai smarrita, ricordati che sono compagne fidate su cui puoi sempre contare.

Oggi tu parti e io avevo voglia di pubblicare un articolo che ti accompagnasse in questa nuova fase della tua vita e chissà, magari lo leggi proprio mentre il tuo corpo viene trasferito fisicamente a km di distanza.

Sono fiera di te in un modo che dubito di riuscire ad esprimerti durante le sessioni in cui devo stare concentrata perché ogni pensiero può essere quello perfetto a cui ancorare una nuova svolta.

Come ci siamo sempre dette: “andrà bene e se non andrà bene la faremo andare bene comunque”. L’anno scorso, sia io che te, ci siamo dimostrate che trasformiamo queste frasi in azioni quotidiane.

Insieme alle mie parole ti lascio anche una colonna sonora che, se l’ascolti con attenzione, contiene i semi del tuo imparare a goderti il viaggio.

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