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Un libro consigliato per dirigere i troppi pensieri

Tempo di lettura: 3 minuti

È un periodo così complicato che servono ancora più strumenti per pensare meglio, per non sentirsi impotenti o sopraffatti dalle difficoltà, per riuscire a vedere delle soluzioni anche dove sembrano non essercene. Fra le risorse che sto consigliando per direzionare i troppi pensieri c’è il libro “Sei cappelli per pensare” (la prima edizione è del 1985).

Il suo autore, Edward De Bono, ha coniato il termine “pensiero laterale”, di cui avrai certamente sentito parlare in diverse occasioni. Lui è anche considerato la massima autorità nel campo del pensiero creativo. Oltre a questo, ha un enorme senso pratico perciò all’interno del libro integra i concetti con degli esempi concreti che fanno parte del quotidiano o che sono facilmente comprensibili da chiunque.

“La maggiore difficoltà che si incontra nel pensare è la confusione. Cerchiamo di fare troppe cose alla volta. Emozioni, informazioni, logica, aspettative e creatività si affollano in noi. È come fare il giocoliere con troppe palle.

[Tratto da “Sei cappelli per pensare” di Edward De Bono]

Piccola curiosità

Anche il nostro Bruno Munari cita De Bono all’interno del suo “Da cosa nasce cosa” (1981) nel capitolo “riciclaggio”:

“Il noto psicologo Edward De Bono, nel suo libro “imparare a pensare in 15 giorni” edito da Feltrinelli, dice che “si tratta di considerare le cose non soltanto per quelle che sono, ma anche per quello che potrebbero essere. In genere una stessa cosa può essere esaminata sotto molti aspetti, e talvolta i punti di vista meno ovvi si rivelano i più utili. Val sempre la pena, quando si è capita una cosa per quello che è, di approfondire l’esame per vedere cos’altro potrebbe essere”. E, soggiungo io, per vedere anche che cosa potrebbe diventare o a che cosa d’altro potrebbe servire.”

[Tratto da “Da cosa nasce cosa” di Bruno Munari]

Concorderai con me che sono stimoli validi allora come oggi, in qualsiasi campo.

Il metodo dei sei cappelli (in estrema sintesi)

“Il cappello bianco riguarda fatti e dati oggettivi. […] Il cappello rosso fornisce il punto di vista emotivo. […] Il cappello nero copre gli aspetti negativi – il perché una cosa non può essere fatta. […] Il cappello giallo è un cappello ottimista e comprende la speranza e i pensieri positivi. […] Il cappello verde indica la creatività e il prodursi di nuove idee. […] Il cappello blu è connesso al controllo e all’organizzazione del processo di pensiero, quindi anche l’uso degli altri cappelli.”

[Tratto da “Sei cappelli per pensare” di Edward De Bono]

Il libro è lungo circa 200 pagine, è suddiviso sostanzialmente in una parte introduttiva e altre 6 dedicate a ogni cappello, con tanto di riassunto estremamente utile alla fine di ogni blocco (che rende molto veloce verificare in presenza di qualche dubbio).

“Quello che propongo in questo libro è un concetto molto semplice che consente al pensatore di fare una cosa alla volta. Egli diviene capace di separare le emozioni dalla logica, la creatività dalle informazioni, e così via. Il concetto è quello dei “sei cappelli per pensare”. Indossare uno di questi cappelli definisce un certo tipo di pensiero. Nel libro descrivo la natura e il contributo offerto da ogni tipo di pensiero.

I sei cappelli per pensare ci consentono di dirigere il pensiero come fa il direttore con l’orchestra. Possiamo trarre fuori quel che vogliamo.

[Tratto da “Sei cappelli per pensare” di Edward De Bono]

L’ambizione di De Bono è arrivare ad una condizione in cui tutti potremo utilizzare questa terminologia e sapere esattamente cosa significa e come applicarla.

Ma, in attesa che questa cultura si diffonda, si può applicarlo anche fra sé e sé.

Troppi pensieri trasformati in risultati soddisfacenti

Magari hai bisogno di qualche esempio specifico per capire in quali campi può essere utilizzato. Ne pesco qualcuno dai percorsi di coaching in cui quel libro è stato estremamente utile:

  • per cercare lavoro;
  • per scegliere la casa da comprare;
  • per semplificare una relazione complicata;
  • per sviluppare un’idea di futuro;
  • per perdersi di meno fra i pensieri;
  • per stazionare meno tempo sul problema e passare prima in fase risolutiva;
  • per aumentare la posizione di autorità e leadership sul mercato.

Siccome è un metodo che porta risultati, continua ad essere utilizzato anche al di là di quegli obiettivi già raggiunti.

Anche perché De Bono ci mette in guardia fin dall’inizio:

“Pensare è la massima risorsa dell’uomo. […] Solo una visione limitata di quel che il pensiero può fare, e nient’altro, può renderci soddisfatti della nostra bravura in questo campo.”

[Tratto da “Sei cappelli per pensare” di Edward De Bono]

Un monito a non accontentarsi della qualità del pensiero raggiunta e un invito ad entrare in un’abitudine al miglioramento estremamente gratificante.

Leggilo, mettilo in pratica, goditi la soddisfazione di saper maneggiare tutti i pensieri che prima ti sembravano troppi o confusi o fastidiosi. Una volta organizzati, ne vedrai il potenziale e il valore che portano con sé.

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