Cookie Policy Spendere meglio e risparmiare di più per il big dream! ⋆ Storie di Coaching
Home » Obiettivo » Visione » Spendere meglio e risparmiare di più per il big dream!

Spendere meglio e risparmiare di più per il big dream!

Tempo di lettura: 4 minuti

“In soldoni, vorrei spendere meglio, risparmiare di più, farmi le domande giuste e agire di conseguenza.”

Spendere meglio risparmiare di più investire meglio
Photo by freestocks.org on Unsplash

Questo è il primo obiettivo che si è posta in previsione degli altri che vuole raggiungere nel corso di quest’anno.

Secondo lei, non poteva migliorarsi come libera professionista senza prima aver aggiustato il suo modo di spendere (e investire).

Ieri mi ha confermato:

Ah, ci tenevo a dirti che il lavoro sul denaro sta andando ALLA GRANDISSIMA.

Ho una consapevolezza totalmente differente e una serenità disarmante.

Hai presente quella sensazione di scarsità e ansia che ogni tanto si palesava?

Ecco, tutto sparito, tutto lucido.

Questo risultato è arrivato con naturalezza dopo la sessione. Con un piccolo “ma”, di cui ti racconterò fra qualche riga. Prima penso sia interessante leggere “come” siamo arrivate a quella naturalezza.

Cosa le impedisce ora di spendere meglio?

“Non avere obiettivi economici predefiniti in termini di spese/risparmio.

Sto cercando di spostare il focus per esempio dalle spese “materiali” a quelle esperenziali, in modo da non accumulare oggetti inutili e migliorare la qualità della mia vita con spese più focalizzate.

Ho cancellato le newsletter promozionali, le app, tutto però casco sempre nel “ODDIOCHECCARINO!”

Carrello -> acquisto.”

Si potrebbe obiettare: se può farlo, perché no? Dov’è il problema?

Per questo le chiedo cosa intende con l’espressione “spendere meglio”.

“Il fatto è che a posteriori dell’acquisto mi dico che quella cosa poteva anche non servirmi (stretta necessità, diciamo), e quindi che avrei potuto spendere meglio quei soldi (magari risparmiandoli che ne so, per un viaggio?!)”

Sì, certo. Ma neppure questo è così “sbagliato” se dall’altra parte c’è qualcos’altro a cui non pare particolarmente affezionata.

Sembra un confronto alla pari fra cosa può anche non esserci.

Se sull’altro piatto della bilancia c’è qualcosa di cui può dire la stessa cosa del primo acquisto che sta contestando, cosa c’è di male nel modo in cui investe ora?

Mi risponde che forse è frivola, ma io so che non lo è.

“Non c’entra la frivolezza, ma la visione che hai di te del futuro.”

Mi accenna alla sua idea di professionista che vuole diventare, all’ipotesi di ristrutturare un immobile, alle passioni che vuole coltivare, agli investimenti nella sua attività e nella crescita personale.

“Quanto sei scesa nel dettaglio? Per esempio, per la ristrutturazione dell’immobile, entro quanto tempo? Con quanti soldi?”

“Ecco, diciamo che non sono entrata nel dettaglio.”

“E il fatto di non essere entrata nel dettaglio, secondo te, cosa implica?”

“Che non ho un piano, non so quanti soldi mi servono e quindi restiamo nel piano dei sogni a occhi aperti e non degli obiettivi. Li spendo in cose più frivole rispetto ai BIG DREAM.”

La frivolezza. Ecco da dove spunta.

Spende già “meglio”, in relazione alla visione dettagliata o più tangibile che ha in questo momento (con un orizzonte temporale corto).

Non spende “meglio” in relazione al “BIG DREAM” che è in effetti un “dream” (sogno) e, in quanto tale, non definito nei dettagli.

Restiamo d’accordo così:

“Io metto nero su bianco il BIG DREAM per trasformarlo in BIG GOAL così mi metto magari cifre approssimative che mi servono per realizzare queste cose (e tempistiche) e te lo invio.

Poi tengo monitorati i miei comportamenti di acquisto.

Era anche quello che mi serviva per fare un buon piano per il lavoro per l’anno prossimo.”

L’ha fatto. Diligente, precisa, scrupolosa.

Mi ha aggiornato con un vocale qualche giorno dopo la sessione di coaching:

“In realtà, da Ikea, il mio spirito natalizio esigeva un sacrificio.

Sono stata molto brava perché ho messo in campo tutto quello che ci siamo dette, ho fatto spese molto molto ponderate, l’unica cosa è che il mio processo di acquisto è lunghissimo.

Ecco. Spendere meglio, “ma”

Il tempo necessario per la ponderazione ha limitato la naturalezza nell’introduzione della nuova abitudine, come ti accennavo all’inizio di questo articolo.

“Per decidere che cosa comprare, carrello pieno, no aspetta lo svuoto, questa roba non mi serve davvero, non mi interessa e quindi credo di aver guadagnato credo mezzora (guadagnato in senso ironico!) di tempo di permanenza in un negozio.

Se prima erano 10 minuti, ora è di 40 minuti! Però devo dire che è un esercizio che mi sta aiutando. Sono molto soddisfatta di me stessa e dei miei acquisti: sono molto ponderati e oculati.

Le tempistiche le miglioro con l’allenamento, dai!

Infatti, una settimana dopo mi manda un altro vocale in cui quel “ma” era praticamente superato:

“I miei tempi di scelta si sono dimezzati rispetto la settimana scorsa.

Gli acquisti sono molto migliori e soprattutto non mi sento in difetto nell’aver comprato 10.000 cose di cui me ne servono soltanto 2!”

Così, liberate di questo fastidio, possiamo dedicare tutto quest’anno a quell’obiettivo di fatturato per la sua professione che ha messo a budget e mi ha fatto strabuzzare gli occhi.

“Lettere a Lucilio” di Seneca

E ora capisco e condivido la sua scelta di partire proprio da qui prima di avventurarci a far crescere il suo business.

Share this:

Iscriviti alla newsletter!

Ogni settimana un nuovo articolo con l’aggiornamento di un percorso.

error: Content is protected !!
Torna su