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Così focalizzata a prevenire i problemi del futuro non ha tempo per costruire

Tempo di lettura: 3 minuti

“Io sono troppo focalizzata a prevenire i problemi. Forse è anche la mia deformazione professionale che mi porta ad anticipare ed evitare i guai prima che si manifestino.”

C’è della stanchezza nel suo forzarsi a tenere la schiena dritta e la testa alta. Ancora di più nel pesare ogni parola prima di proferirla.

Non dev’essere facile nella sua posizione.

Tutto il peso di quelle responsabilità, tutte quelle persone che dipendono dalle sue decisioni e dalle sue capacità.

Senza contare tutte le volte che deve giustificare quello che lei ha intuito e gli altri, invece, sottovalutano.

“«Ed è proprio questa la situazione quando affrontiamo il tema dell’ambiente: in questa bella giornata estiva qui nella valle dell’Hudson non c’è proprio niente che mi dica che il nostro pianeta si sta surriscaldando.»

«L’ideale sarebbe dirigere parte della nostra attenzione a questo problema globale, che è un pericolo a lungo termine» aggiunge la Weber, che lavora anche come consulente sulle decisioni ambientali per l’Accademia nazionale delle scienze. «Tuttavia non c’è nessun messaggio bottom-up a cui prestare attenzione, nulla che ci dica: “Qui c’è un pericolo! Fa’ qualcosa!”; di conseguenza, mobilitarci è molto più difficile. Noi non ci accorgiamo di ciò che non è presente, e anche i nostri sistemi mentali non ci mettono in guardia.»

[Tratto da “Focus. Perché fare attenzione ci rende migliori e più felici”, Daniel Goleman]

A lei tocca il compito di quella voce che spinge a mobilitarsi prima che succeda qualcosa di negativo.

Ma a quale costo per se stessa?

Le sorrido con tenerezza. Se ne accorge e cambia il tono. Sposta una ciocca di capelli e ritrova il suo impeto impetuoso:

“A volte vorrei essere ignorante!!!

Ma solo io ho questa mente troppo pensante?

Ma spegnerla un po’, no?

Sto cercando di contenere quella mia impazienza di risolvere le cose prima che accadano.”

Se resta focalizzata a prevenire, tutela solo quello che c’è già.

Il problema è che quello che c’è non la soddisfa.

Il timore che possa andare ancora peggio cattura la sua attenzione e la risucchia in un quotidiano che la demoralizza.

“La frustrazione è nata da una risposta che ho sentito dare dalla mia socia a un nostro dipendente che aveva un dubbio su come procedere.

“Tanto ci sarà lei che ci pensa.”

“Lei”, ovviamente, ero io.

Quello che comincia a darmi fastidio è proprio questo menefreghismo. Prima sopportavo, adesso mi dà fastidio.”

Certe rivelazioni sono importanti.

Anche se lì per lì ci fanno male, aprono uno squarcio sulle riflessioni che avevamo chiuso a chiave nel retrobottega delle prospettive future.

Mi cade l’occhio su quella borsa rosso acceso che ha appoggiato sulla scrivania e da lì sembra mandare un richiamo alla vita fuori dalle mura dell’ufficio.

La invito a riflettere sul fatto che “prevenire” tutela solo ciò che c’è già. Ma se continua a essere focalizzata solo sulle problematiche del lavoro, la sua mente non dedica tempo agli obiettivi della vita privata.

“Sì. Me ne sto rendendo conto. Comincio a essere ossessionata da questo lavoro.

Vorrei pensare anche ad altro.”

Così focalizzata a prevenire problemi del futuro non c'è tempo per costruire
Photo by Alexander Krivitskiy on Unsplash

Questa è la svolta che si fa largo.

Quel pensiero accantonato che si affaccia allo spiraglio e comincia a scrutare il territorio del possibile.

“Quest’estate ho fatto delle azioni che fino a poco tempo fa non le avrei mai fatto. Io non ho più voglia di conflitti.

Sì, è arrivato il momento di pensare alle mie cose.”

L’incoraggio a fare spazio per accogliere la nuova prospettiva:

“Magari potresti orientare la tua mente sempre al futuro, ma dando più spazio a nuove gratificazioni.

Oppure 50% del tempo a prevenire e 50% a costruire. Scegli tu la percentuale che ti fa sentire più serena. Può anche essere bassa all’inizio e crescere man mano che i tuoi nuovi obiettivi personali acquistano importanza.”

Si accorgerà che sarà meno proiettata ai problemi che potrebbero nascondersi nel futuro e più focalizzata a costruire nel presente per realizzare quell’equilibrio fra il lavoro e la vita privata che (per ora) le manca.

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