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Fare ordine riducendo la fatica per godersi il viaggio

Tempo di lettura: 3 minuti

Fare ordine è un obiettivo che pone l’attenzione sul risultato: una certa soddisfazione personale per aver eliminato il caos, la gioia di poter mostrare (senza il timore che qualcuno possa notare una certa trascuratezza), il benessere di sapere che tutto è al suo posto.

Eppure anche il processo che conduce all’ordine ha un proprio valore intrinseco, come tutti i viaggi. Il trasferimento dal punto A “disordine” al punto B “ordine” è ricco di scoperte su di sé.

Lei utilizza espressioni che mi colpiscono perché sono fuori dal comune.

Per esempio, per farmi capire come si sente, mi scrive:

“di quelli che bisognava spingere come una bicicletta in salita.”

[da “La donna della domenica“, Fruttero e Lucentini]

Poi, certo, quando ci vediamo in sessione, mi spiega nel dettaglio cosa intendeva:

“Con l’ordine è un momento di stanchezza.

Mi rendo conto di quello che dovrei fare.

Mi vedo tutto il lavoro.

Alterno questi momenti in cui vedo tutto insieme.

Vedo tutta la casa con delle cose che sarebbero da buttare.

[…]

Vorrei avere dello spazio.

Vorrei vedere degli spazi più liberi.

[…]

È la trasformazione che mi frega. Siccome sono brava a cucire… Poi c’è il problema di smaltirlo nel modo giusto.”

Io resto agganciata alla sua metafora. Sessione dopo sessione ho imparato a conoscere il suo bisogno di avere un dispendio energetico equilibrato e so che desidera una pedalata piacevole

Fare ordine con poca fatica
Photo by Blubel on Unsplash

Dobbiamo stare attente a due aspetti:

  • La fatica del ponderare sempre a cosa dedicare energie che può essere sfiancante, con il rischio di perdere entusiasmo;
  • Il suo concetto di “ordine”, i criteri che la fanno sentire soddisfatta del lavoro che ha fatto.

“Ho dei parametri abbastanza alti di cosa vorrei fare, di cosa vorrei essere.”

Lo dice che sono fosse sbagliato essere esigenti con se stessi.

La capisco perché questa è una società in cui c’è un generale appiattimento verso il minimo indispensabile.

Questo è un malessere che sentono tutti i miei coachee: quel sentirsi nel giusto ma nella società sbagliata.

Ad ogni modo, noi andiamo dritte per la nostra strada:

  • Cosa intendi per “fare ordine?”
  • Come ti immagini quando sarà tutto in ordine?
  • Come si manifestano questi standard alti di come vorresti l’ordine?

Se approccia la situazione senza aver risposto a queste domande in modo dettagliato, si ritrova con tutte le obiezioni che conosce bene: “posso sistemarlo…”, “devo smaltirlo…”, “a chi potrei darlo?”, “e se mi serve ancora?”

Senza aver chiarito a se stessa cosa vuole, senza aver accettato il suo essere esigente come un valore aggiunto di cui andare fiera, ogni obiezione è assolutamente ragionevole e conservare tutto è rassicurante (in effetti, senza una decisione a monte, il rischio dei ripensamenti esiste).

Non ha molto senso raccontare tutti gli altri dettagli con cui abbiamo messo a fuoco la strategia perché è ovvio che hanno significato solo ed esclusivamente per lei.

Aggiornamenti dal viaggio verso l’ordine

Ci sono dei dettagli apparentemente insignificanti che mi danno la misura della fatica che sta facendo.

“Vado a fare le mie camminate: la natura mi pacifica ed i campi sono pieni di giaggioli, una meraviglia. Nell’armadio non ho ancora messo mano ma ora so come fare e penso procederò più spedita. 

Ormai il mio motto è “meglio fatto che perfetto”.”

I campi di giaggioli mi fanno pensare che la pendenza della salita si è ridotta considerevolmente. La bici è meno faticosa da spingere.

Infatti. L’aggiornamento successivo:

Buttare è stato facile, non ho finito ancora tutto il lavoro degli armadi ma sono a buon punto.

Qui me la immaginavo con un bel vestito mentre pedala allegra per i campi che adora.

La mail dopo:

Posso dirti che ora, davanti all’armadio, ho una sensazione migliore e più piacevole.

Non so se prende ispirazione dai libri o dalle camminate ma questa donna chiude le email che mi manda con espressioni come queste:

“Ti auguro un pomeriggio rilassante come un campo di lavanda.” 

Sì. Fare ordine è un viaggio pacificante.

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