Cookie Policy Come costruirsi una corazza contro gli attacchi ⋆ Storie di Coaching
Home » Emozioni » Come costruirsi una corazza contro gli attacchi

Come costruirsi una corazza contro gli attacchi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ciclicamente ci risiamo. Qualcuno sente l’esigenza di una corazza contro gli attacchi degli altri: cattiverie gratuite, gelosie, invidie, critiche distruttive.

Personalmente non sono una fan del concetto di “corazza” perché mi dà un’idea di rigidità, di ingombro, di difficoltà a muoversi e di peso da trascinare.

A mio avviso, mettendo a confronto il costo emotivo degli attacchi ricevuti senza corazza con il costo emotivo di tutte le opportunità che la corazza fa perdere, il vantaggio non esiste (anzi, per usare un’espressione dialettale veneziana “pezo el tacón del buso” , potrebbe essere “peggio la pezza del buco”).

«Riflettici. Davvero per difenderti dagli attacchi degli altri vuoi umiliare la tua bellezza indurendoti, spegnendoti e raffreddandoti emozionalmente come un essere di latta?»

Sorride indignata e scuote la testa. Ha lavorato tanto su se stessa. Ha imparato a prendersi cura del suo corpo e della sua mente. È fiera dei risultati che ha raggiunto. L’avevo preparata a questo momento in cui i suoi progressi avrebbero scatenato reazioni negative. Forse non mi ha preso troppo seriamente o io non sono stata abbastanza convincente. Ad ogni modo siamo qui ad affrontare anche questo step.

«Coach, sarebbe un’altra vittoria per gli altri!»

La corazza contro gli attacchi è una soluzione di chiusura

È pensata in base alle manifestazioni del problema. Porta a chiudersi verso i “cattivi” ma si irrigidiscono anche tutti gli altri rapporti.

Quel peso per schermarsi diventa un peso sul cuore che condiziona ogni relazione. Non solo non risolve il contesto in cui è nata l’esigenza, ma peggiora altri aspetti della vita.

Costruirsi una corazza contro gli attacchi gli altri

Photo by Henry Hustava on Unsplash

I recenti attacchi le hanno provocato molto dolore ma le stanno anche facendo scoprire cosa manca ancora alla sua mentalità per farla sentire protetta. Tutte le situazioni di disagio contengono anche il potenziale per un ulteriore crescita personale.

«Qual è l’obiettivo della corazza?»

«Proteggermi.»

«La corazza è l’unico modo per proteggerti?»

«No. Ma è l’unico che conosco.»

«La corazza contro quella persona è utile sempre e con chiunque?»

«Non so. Forse no.»

«Esatto. Ti serve una soluzione a prescindere da quella persona da cui vuoi difenderti ma valida con tutti. Cerca dei modelli diversi da quelli che conosci, cerca persone che hanno dovuto difendersi nella vita. Per esempio tutti gli attivisti per i diritti (dei neri, degli omosessuali, delle minoranze, chi ha subito bullismo, …)

Studiali.

Sempre attraverso i loro pensieri diretti, se puoi.

Interviste, autobiografie, documentari, …»

Un accorgimento da usare subito

«Mentre impari da nuovi modelli, ricorda che stai ancora utilizzando l’unico modo che conosci: la corazza. Perciò, in questa fase di transizione, fai attenzione.

Tutte le volte che ti rapporti con una persona, azzera la tua emotività legata all’incontro precedente.

Per esempio, se decidi di non ascoltare più il collega che ti ha ferito e ti trascini quella chiusura nei suoi confronti anche a casa, finisce che gli altri pagano le colpe del tuo collega. Mi pare profondamente ingiusto, no?

Questo espediente ti consentirà di continuare a mostrare la tua bellezza a chi la merita, mentre parallelamente impari modi nuovi di proteggerti.

Share this:

Iscriviti alla newsletter!

Ogni settimana un nuovo articolo con l’aggiornamento di un percorso.

error: Content is protected !!
Torna su