Metterci tanto impegno ma raccogliere risultati insoddisfacenti

“Non ne posso più di metterci tutto questo impegno e non avere risultati o raccogliere solo delle briciole.”

La verità è che l’impegno è un valore difficile da quantificare e misurare.

Sì, ci sono dei parametri che possono essere inequivocabili, ma tutto l’aspetto mentale è tanto rilevante quanto difficile da rilevare.

Quando mi metto a scavare nel dettaglio con quella stessa persona che mi ha detto di percepire una differenza enorme fra il proprio impegno e i risultati raccolti immancabilmente scopro: 

  • Azioni fatte senza passione, senza entusiasmo o pensando che saranno inutili (e questo significa togliere “carica”, essere meno coinvolgenti, banalizzare, utilizzare solo una parte ridotta di tutte le nostre risorse);
  • Alcune parti del piano d’azione saltate (che si tradurranno in mancanze e difetti che renderanno improbabile raggiungere pienamente l’obiettivo);
  • Fare solo di testa propria senza chiedere punti di vista esterni più obiettivi (che significa rinunciare al valore delle critiche costruttive che possono evitare problemi o migliorare il processo o mettere in luce degli aspetti che sono stati sottovalutati, banalizzati o ignorati);
  • Fare ma in modo incostante (che significa non dare mai quella continuità che consente di consolidare i risultati e renderli sostanziosi);
  • Mettere in atto qualcosa di costruttivo e poi qualcosa che vanifica il progresso (in buona sostanza, si è sempre fermi);
  • Sottovalutare o non voler prendere in considerazione “il caso” (fattore non irrilevante dato che non possiamo controllare tutto).

Tutto questo significa “fare a metà” (e pure meno)

“Non faccio mai le cose a metà, perché se le facessi avrei metà dei risultati.

Michael Jordan

So di non essere molto simpatica quando faccio notare che tutto quell’impegno “percepito” può essere migliorato (e spesso anche di molto).

Eppure una caratteristica comune delle “eccellenze” è proprio quella di “non risparmiarsi”.

Se si allenano, danno il 100%. Se passano del tempo con una persona, non pensano a ciò che faranno dopo, non guardano i messaggi sul cellulare, non vanno con la testa ai casini sul lavoro. Quando lavorano a un progetto, sputano anche l’anima.

La verità è che non tutti siamo disposti a girare sempre a quei livelli di intensità.

Perché è molto stancante, perché richiede molta disciplina, perché …, perché …, perché …

Ognuno ha il proprio “perché” ed è legato alla motivazione iniziale per cui si era intrapreso il viaggio verso quell’obiettivo (quant’era davvero importante arrivare?) o che qualcosa ha fatto scemare strada facendo e non è più stata ritrovata.

Ogni volta che ti prende la frustrazione per i risultati che ottieni, rileggi la citazione:

“Non faccio mai le cose a metà, perché se le facessi avrei metà dei risultati

Michael Jordan

E chiediti:

  • Cosa avrei potuto fare meglio?
  • Come avrei potuto essere più efficace?
  • Cosa sto sottovalutando e non ho messo in conto di dover affrontare?
  • Chi non ho coinvolto e ne ho fatto un nemico anziché un alleato?
  • Perché non ho voglia di impegnarmi di più? Quali convinzioni indeboliscono la mia volontà?
  • Chi stimo e può ispirarmi a dare il 100%

Una suggestione per migliorare l’impegno nell’immediato

storie di coaching impegno
Photo by Danielle MacInnes

Sai cosa funziona, anche?

Ogni volta che ti stai impegnando “a metà” (con poca voglia, senza regolarità, boicottando i tuoi stessi risultati, …) immagina metà dell’obiettivo. 

Una banconota divisa a metà.

1/2 casa (senza il tetto a coprire gli arredi e le persone esposte alle intemperie).

1/2 persona al tuo fianco (metà cuore con te e metà con chissà chi, metà cervello con te e metà con chissà chi).

Metà sorriso.

Se vuoi esattamente la metà, il tuo impegno al 50% è coerente.

Se vuoi tutto l’intero, devi dare il 100%.

E se non bastasse neppure il 100% per quell’obiettivo, nel frattempo avrai raggiunto molti altri traguardi proprio per dare quel 100%.

Rispondi