Smettere di pensare solo al lavoro e costruire una vita in equilibrio

Smettere di pensare solo al lavoro
Photo by Andrew Neel

“Penso solo al lavoro!

Ci sono dei momenti in cui non me ne frega nulla della donna che vorrei al mio fianco.

Anche se tu sai quanto ci tengo ad avere una relazione seria! 

Ma sono preso dal lavoro.

Passo delle giornate che non riesco nemmeno a toccare il telefono.

Non riesco a pensare a nient’altro che non sia il mio lavoro, il mio team, a spaccare il culo a…”

Sì, in effetti so quanto ci tiene a trovarla. So quanto considera importante anche quel traguardo: una donna che lo sostenga, con cui condividere i successi, vivere appieno la vita, costruire una famiglia con lei.

Il pensiero orientato solo al lavoro

Viviamo in una società in cui regna la competizione. Ci sono molte posizioni di lavoro che sono continuamente minacciate da colleghi che potrebbero da un momento all’altro diventare superiori, occupando proprio quel posto a cui si stavi ambendo. Oppure il tuo posto può essere ceduto, da un momento all’altro, a qualcuno che spinge da sotto (o da fuori) per inserirsi.

Tutto questo si accentua ulteriormente se si è dei lavoratori autonomi o degli imprenditori: lì è proprio il mercato a determinare il successo o il fallimento.

Insomma, questo senso di precarietà è spalmato a tutti i livelli.

Difficile mettere la testa a riposo, difficile pensare ad altro che non sia il conservare ciò che si è raggiunto e fare qualcosa per potersi garantire un futuro sereno, in una corsa perenne in cui riposarsi, staccare, divertirsi, avere tempo per sé è diventato un lusso. 

“Il principio del piacere è incompatibile con la realtà, gli istinti devono sottomettersi a un regime repressivo.”

[da “Eros e civilità”, Herbert Marcuse]

Problema: finché pensa solo al lavoro, difficile che riesca a trovarla o, se la trova, difficile che riesca a dedicarle il tempo necessario a conoscersi, approfondire, coltivarsi per rendere seria la relazione.

Bisogna evitare che “penso solo al lavoro” diventi nel lungo periodo “ho solo il lavoro nella mia vita”.

Far capire alla tua mente che può dedicarsi anche ad altro

Ricordo una sessione con lui in cui vedeva la donna come un ostacolo alla carriera. Avevamo superato quella visione limitante in questo modo:

“Bisogna che fai un’operazione di “affiancamento dei binari”.

Adesso vivi come “minacciosa” la relazione per gli altri binari (lavoro e sport).

Ma questo modo di vedere ti potrebbe far perdere delle opportunità.

Quello che vedi come binario, in realtà, è un’autostrada a 3 corsie che viaggiano parallelamente, senza danneggiarsi l’una con l’altra, anzi, sostenendosi l’una con l’altra.”

E infatti, da quel momento, si è sentito proprio rassicurato. La minaccia non c’era più, c’era solo il bello che avrebbe portato con sé.

Ma le situazioni cambiano e nel frattempo il lavoro si è preso il centro della scena: quella carriera che voleva la sta facendo davvero (cavoli che fierezza ogni volta che penso a dov’era quando abbiamo iniziato!)

Ora la sua mente lo sta ingannando in un altro modo. Perché una mente che non stacca mai è una mente che non rende davvero al massimo, è limitata dalla stanchezza e dallo stress. Una mente che sente la mancanza di qualcuno con cui condividere i successi è una mente che è sempre un po’ distratta da quello che non c’è.

E allora noi dobbiamo far cadere quell’illusione che esista solo il lavoro

“In che modo concederti un po’ di svago ti consente di rendere meglio sul lavoro?

In che modo uscire con una donna ti permette di essere più efficiente?”

Anche queste domande lo fanno pensare, per certi versi, solo al lavoro.

Ma da un’angolazione diversa. Gli fanno vedere che ci sono aspetti fuori dal lavoro che possono agevolarlo proprio sul lavoro.

Vale anche per te. Concentrarti su quegli aspetti, su ciò che fuori dal lavoro ti rende migliore al lavoro, è la via che puoi imboccare per rassicurare il tuo senso di precarietà ottenendo vantaggi in ogni settore della tua vita. 

 

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