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Come organizzarsi per prendere decisioni (specie se si tende a rimandarle)

Tempo di lettura: 3 minuti

Prendere decisioni è un’attività più frequente e comune di quel che pensiamo. Solo che non ce ne rendiamo conto.

Quante decisioni prendiamo nell’arco di una giornata? Quante ne rimandiamo o ne evitiamo?

Cominciamo appena suona la sveglia, decidendo se rimandarla di altri 5 minuti o no. Decidiamo cosa mangiare per colazione, cosa indossare. Decidiamo come rispondere a quel messaggio. Ci pentiamo di come abbiamo risposto e decidiamo come correggere. Decidiamo di non decidere cosa fare in quella particolare situazione che ci addolora. Talvolta decidiamo di aspettare che siano gli altri a decidere. E avanti così, tutto il giorno, tutti i giorni finché saremo su questa terra.

Prendere decisioni determina il corso della nostra vita.

Quando si parla di “prendere decisioni” si tende a pensare a quelle “grosse”, quelle che ci cambiano la vita di punto in bianco, quelle che, prima di essere prese, richiedono tempo, raccolta dati, ponderazione di tutti gli elementi in gioco, meditazione.

Ma le decisioni “piccolette”, sono forse meno importanti? Non sono forse come le gocce che piano piano levigano la pietra?

E che dire delle decisioni “rimandate”? E di quelle che ci tornano in mente solo quando ci inciampiamo dentro, facendo altro, come quando apriamo un cassetto, troviamo un oggetto dimenticato e poi richiudiamo per dimenticarlo nuovamente?

Si potrebbe parlare del perché vengono dimenticate o rimandate, ma è estremamente soggettivo e può essere solo argomento di una sessione di coaching a tu per tu.

Nulla ci vieta, però, di parlare di come organizzarti per prendere decisioni.

Mi riferisco soprattutto a quelle scelte che non sono influenzate dal senso di urgenza e spesso si rivelano essere quelle più “tue”, quelle che possono cambiarti la vita (in bene se le prendi, in peggio se non le prendi).

Fai una lista delle decisioni da prendere!

Sembra che io abbia scoperto l’acqua calda, ma in realtà non è così.

Moltissimi fanno le “to do list” (“fare questo”, “comprare quello”, “parlare con tizio”, …) ma dietro tutto quel fare non ci sono forse delle decisioni che sono state prese?

Già.

E come la mettiamo allora con tutte quelle azioni che non compaiono nella “to do list” perché mancano a monte le decisioni relative a quelle azioni, rimandate o dimenticate che siano?

Ora che concordiamo sulla validità di questo strumento, procediamo.

Dovresti ritrovarti con un elenco simile a questo:

  • Come risolvere…?
  • Cosa fare con…?
  • Quando mi dedicherò a…?
  • Chi mi aiuterà a…?
  • Dove organizzare…?

Fatto l’elenco, se non stabilisci una data e non li programmi fra i tuoi impegni, non te ne occuperai mai, e questo lo sai benissimo.

Quindi aggiungiamo una colonna:

Decisione da prendere

Quanto tempo mi serve per prendere questa decisione? Quando posso occuparmene?

Come risolvere…?

 

Cosa fare con…?

 

Quando mi dedicherò a…?/p>

 

Chi mi aiuterà a…?

 

Dove organizzare…?

 

 

Naturalmente, se ti accorgi di faticare a definire il tempo necessario, probabilmente sei di fronte a una macro decisione che puoi spezzettare in altre micro decisioni, cioè ci sono altri nodi che sono da dipanare prima per poter prendere la decisione finale.

Quando hai il tuo elenco completo con le relative date, segnatele in agenda, magari usa dei promemoria in modo da non scordartene di nuovo. Riprogrammale se non riesci nella data stabilita.

Per sicurezza, vogliamo aggiungere anche una spintarella motivazionale?

Sì, dai. Inseriamo un’altra colonna.

Decisione da prendere

Quanto tempo mi serve per prendere questa decisione? Quando posso occuparmene?

Cosa potrebbe accadere se non prendo questa decisione?

Come risolvere…?

  

Cosa fare con…?

  

Quando mi dedicherò a…?

  

Chi mi aiuterà a…?

  

Dove organizzare…?

  

  

Soffermarti a riflettere sulle conseguenze di una non-decisione è estremamente utile perché ti aiuta a visualizzare:

  • Le correlazioni di quella non-decisione con gli altri tuoi obiettivi
  • L’impatto di quella non-decisione sulle altre persone nella tua vita
  • Il modo in cui potresti subire dei danni se continui a non prendere quella decisione.

Ti può essere utile questo schema per organizzarti per prendere decisioni…

Lo puoi scaricare qui!

Come vedrai aprendo il file, ti ho lasciato le domande (anziché cancellarle e darti tutto il modulo libero) come promemoria del modo in cui deve essere compilato perché c’è il rischio che ricadi in una “to do list” (perché le nuove abitudini, si sa, all’inizio sono difficili da far partire).

Migliore è l’organizzazione mentale, migliore è la qualità delle decisioni.

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