Cookie Policy La pesantezza del ruolo della colonna portante in certe situazioni
Home » Carattere » La pesantezza del ruolo della colonna portante

La pesantezza del ruolo della colonna portante

Tempo di lettura: 3 minuti

Prima o poi, la vita chiama ciascuno di noi ad essere colonna portante di una particolare situazione. Può trattarsi della malattia di una persona cara che guarda a noi cercando speranza, di un amico che ha perso la strada e ha bisogno di qualcuno a cui fare riferimento per ritrovare la sua direzione, di un gruppo di persone che fa affidamento sulle nostre capacità (leadership, decisione, motivazione, resilienza…) perché condizionano anche il loro stato d’animo.

Cosa ricordo della prima volta in cui capitò a me essere la colonna portante.

Primo: molti occhi piantati addosso che mi chiedevano un “sì” come risposta alla domanda: “andrà tutto bene, vero?”

Secondo: la consapevolezza che io non avevo nessuno strumento, nessuna certezza, nessun potere di cambiare la situazione (eppure, comunque, volevano ascoltare da me quel “sì”).

Terzo: la paura di non essere abbastanza “colonna”, di non essere abbastanza solida nonostante tutto il lavoro fatto su di me, di non essere abbastanza forte da reggere il peso emotivo mio e degli altri. Parlai di quella paura con alcune persone a me molto care. Ammettere la mia fragilità di quel momento mi aiutò moltissimo a metterla da parte per fare l’elenco di tutte le mie capacità e ritrovare la mia lucidità.

Mi ripromisi di essere la colonna portante che si aspettavano che fossi e lo feci.

Piccola parentesi: come ripeto fino allo sfinimento, le aspettative degli altri, positive o negative che siano, se sai come gestirle, possono essere la leva che ti fa tirare fuori il meglio di te che non pensavi neppure di avere.

La pesantezza del ruolo della colonna portante

Penso che nessuno si azzardi a contestare il concetto di “pesantezza” associato alla responsabilità del ruolo di “colonna portante”.

Molta di quella pesantezza è data dal carico emotivo, ovvio.

C’è un punto di vista che io adotto e che trovo molto efficace ogni volta che mi trovo a chiedermi:

Ce la farò a sostenere tutto ciò?

È questo:

Perché è importante uscire da un punto di vista limitante

Forse non hai scelto di essere la colonna portante di quella situazione. Magari l’avresti pure evitata, potendo scegliere. Ma ci sono situazioni in cui l’unica scelta a disposizione è quella di reagire nel migliore dei modi possibili.

Finché adotti un punto di vista che ti fa sentire il peso della responsabilità, quel peso di schiaccerà, sbriciolandoti.

Stai guardando in alto, non vedi più gli altri intorno a te e il senso di solitudine prende il sopravvento. Stai fissando la grandezza della struttura poggiata su di te, ti sembra sconfinata, ti senti mancare le forze.

Se osservi la situazione da fuori, invece, scopri che quelle persone si fidano e affidano a te. Sei un elemento di un gruppo. Certo, sei il più importante, ma non sei l’unico.

Da quella posizione esterna, puoi usare un approccio più obiettivo nei tuoi confronti e comprendere che ti stanno riconoscendo delle risorse che in questo momento non ti senti addosso.

Quando accetti il loro “complimento”, fai l’inventario delle tue capacità e cominci a pensare come investirle per far reggere la struttura.

Perché l’obiettivo è quello: fare in modo che la struttura tenga.

Te lo spiego pure al contrario: l’obiettivo non è prendere tutta la struttura in carico su di te.

C’è una bella differenza, eh!

Conservare la lucidità quando tutti gli altri l’hanno persa.

Non temere. Sei una colonna (im)portantissima.

Guardare in alto ti aveva fatto dimenticare il processo di forgiatura a cui ti eri sottoposto finora e ti aveva fatto scordare che il peso della responsabilità si può alleggerire condividendolo con gli altri.

Pensando solo a te, in un momento in cui il senso di fragilità aveva calamitato la tua attenzione, non avevi neppure preso in considerazione che chi si fida e affida a te non lo fa per scaricarti addosso tutto. Solo non si sente in grado, molto meno di quanto ti ci senti tu. Magari è pure vero che non è in grado, che non ha gli strumenti. Ma tutti possono fare qualcosa. Coinvolgerli è un modo per farli sentire utili e importanti che facilita anche il tuo ruolo.

Nessun merito ti verrà tolto e, anzi, ne avrai qualcuno in più.

Share this:

Iscriviti alla newsletter!

Ogni settimana un nuovo articolo con l’aggiornamento di un percorso.

error: Content is protected !!
Torna su