Una vita scippata nel passato riconquistata nel presente con gli interessi

“Mi sento un po’ scippata del mio ruolo. Il mio ex marito, mi ha scippato perché doveva fare la prima donna. Sul lavoro, essendo stata messa in un ruolo di secondo piano, spesso non passano nemmeno da me.”

Ultimamente mi piace salvare questi articoli nelle bozze e andarli a ripescare tempo dopo, quando le cose si sono evolute. Questo, per esempio, risale a 6 mesi fa, un periodo in cui questa voglia di riscatto è sempre rimasta altissima.

Appena pronunciò la parola “scippo” trovai la metafora molto forte.

Pensai che è vero, certi pezzi di vita vengono proprio strappati al loro legittimo proprietario il quale non sempre riesce a rientrare in possesso ciò che gli è stato sottratto.

C’è di più. Gli scippi che riguardano tutto ciò che è immateriale, come è appunto un “ruolo”, sono difficili da mettere a fuoco. Spesso avvengono in tempi anche lunghi e con meccanismi non sempre trasparenti, per non dire peggio. A qualcuno hanno perfino scippato i sogni, convincendoli di non poter aspirare a nulla di meglio.

Abbiamo seguito la metafora della vita scippata

Le chiesi:

“Quali precauzioni bisogna prendere per evitare di essere scippati?”

Ad ogni risposta creavamo un parallelo con la sua vita.

“Tenere la borsa a tracolla. Significa dimostrare che ho un controllo sulla mia disponibilità a “dare”. 

Tenere la borsa chiusa. Significa rendere meno accessibile/creare un filtro.”

A quel punto si rese conto di aver messo la sua vita a disposizione degli altri per tenerli legati a sé.

“Tendo a dare molto. Do molto poi arriva un momento che mi stanco e non ho più energie e chiudo i rubinetti.”

Naturalmente, la chiusura improvvisa creava conflitti con gli altri, senza restituirle un riconoscimento di merito

Dalla percezione di essere stata scippata alla consapevolezza di poter scegliere a chi dare e in quale misura.

Una vita scippata nel passato e riconquistata con gli interessi
Photo by rawpixel.com

Ogni ruolo ricoperto è strettamente connesso alla consapevolezza del proprio valore.

Le “scalate” hanno tutte bisogno di una cambiamento di convinzioni su di sé.

Non puoi diventare più importante in azienda, più rilevante in famiglia, più apprezzato/a fra gli amici, più valorizzato/a all’interno della coppia senza aver prima cambiato l’idea che hai di ciò che pensi di meritare, di poter conquistare, del rispetto che pensi ti debba essere portato.

“Se cominci a visualizzarti come una “banca”, entri meglio in questo nuovo meccanismo di concessione del “prestito di fiducia/tempo/risorse”.

Con quali criteri metterai ai disposizione tempo, fiducia, risorse?

Cosa valuterai negli altri prima di togliere da te?

Cosa dovranno darti in cambio gli altri affinché possano accedere alle tue risorse?”

Da quelle domande, in questi mesi, è cambiato davvero tanto. Soprattutto, si è resa conto di quanto avesse investito su di sé negli ultimi anni e di come fosse cresciuta e migliorata.

Continuava a stare dentro ruoli “poco qualificati” (in senso metaforico) perché non si era resa conto di quanto il senso di inadeguatezza del passato l’avesse spinta a cercare le soluzioni per migliorarsi.

Quando arrivò da me, aveva già fatto moltissimo sia con altri professionisti sia come autodidatta.

Sei mesi fa abbiamo trovato insieme la chiave per farla accedere ai ruoli di prestigio che merita, sul lavoro e nella vita.

Ciò che le è stato scippato, se lo sta riprendendo e con gli interessi.

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