Cookie Policy Come evitare di ripetere l'errore e conservare l'insegnamento
Home » Obiettivo » Errore » Come evitare di ripetere l’errore e conservare l’insegnamento

Come evitare di ripetere l’errore e conservare l’insegnamento

Tempo di lettura: 3 minuti

Tutti hanno interesse a evitare di ripetere un errore, tanto più se ha portato con sé molti problemi. Eppure ci sono persone che si lamentano di rifare sempre lo stesso, senza riuscire a correggersi, come se fosse diventato l’unico tragitto percorribile.

Come evitare di ripetere l'errore e conservare l'insegnamento

C’è una “teoria” che sostiene che

“Ricordare gli errori del passato è uno dei modi migliori per non ripeterli”

Sarà vero? Funziona?

Se affermo che “ricordare gli errori del passato” è una “strategia” in funzione dell’obiettivo “non ripeterli”, siamo d’accordo, vero?

Vero.

Ma anche i muri sanno che è un errore (a proposito di errori!) definire un obiettivo indicando proprio quello che non si vuole e si desidera evitare.

Se vuoi ricordare proprio l’errore, allora la risposta è:

“Sì, funziona!”

Tutte le volte che ti troverai in una situazione simile, la tua mente aggancerà quel ricordo.

Come ti comporterai allora per evitare di ripetere l’errore?

Una coachee mi ha detto:

“C’è un punto di quella strada in cui non ricordo mai se devo svoltare a destra o a sinistra. Tutte le volte mi dico che devo ricordarmi che sbaglio sempre in quel punto e tutte le volte me ne ricordo, poi non so quale avevo preso ed era sbagliata, e finisco per scegliere di nuovo quella sbagliata”.

Eh. Appunto.

Poi c’è anche l’altra ipotesi:

“Mi sono scottato. Io non faccio più nessun tentativo.”

Ovvero: il ricordo ti fa evitare di ripetere l’errore (vero) ma solo perché ti paralizza anche nell’azione.

Non progredisci, non cresci, rinunci.

Ma non è questo che volevi quando hai scelto la “strategia del ricordare”.

Correggiamo la strategia, definendo meglio l’obiettivo.

Voglio un insegnamento da quell’errore

Qui comincia già ad andare meglio. L’ottimale sarebbe stabilire entro quando vuoi fermarti a ragionare su quell’errore.

Inoltre, per avere quel risultato, puoi e devi chiederti anche:

  • Come faccio ad avere un insegnamento?
  • Con chi devo confrontarmi?
  • Chi può aiutarmi a vederlo in una prospettiva diversa?
  • Quali risorse mi servono per fare feedback?

Quando avrai fatto tutto questo, allora sì, ci sarà qualcosa da ricordare: l’insegnamento (non l’errore).

Cosa cambierà?

“In quel punto della strada devo andare a sinistra.”

E svolti a sinistra (non ti perdi)

“Devo fare più attenzione al modo in cui concedo la fiducia alle persone”

E continui a relazionarti, ma meglio (non ti isoli, non rinunci).

Non credo ci sia bisogno di dire che, tanto più“grosso” era l’errore, tante più conseguenze “gravi” ha portato, tanto più c’è bisogno di persone competenti con cui confrontarsi. Altrimenti ci si appresta a commettere un altro errore: sottovalutare (il contesto, le conseguenze, le capacità, …)

Io sostengo da tempo che “imparare a fare feedback” dovrebbe essere fra i programmi formativi, a partire dalle elementari.

Perché focalizzarti sull’apprendimento anziché sull’errore ti rivoluziona proprio la vita.

Ci credo tanto e ci arriveremo.

Cominciamo così: concordando che l’obiettivo non è tenere a mente l’errore, ma evitare di ripetere l’errore focalizzandoti sull’insegnamento che ha portato con sé.

Pensa che bello: una collezione con i promemoria di tutto ciò che impari da ogni errore

In una stanza della casa, in un angolo dell’ufficio, in una cartella sul desktop, in un taccuino… Dove vuoi…

Ad ogni errore, aggiungi un promemoria dell’insegnamento.

E aggiungi…

E la collezione cresce…

Occupa una spazio sempre più grande della tua casa o del tuo ufficio o del tuo taccuino…

Si riempie…

Si espande…

Mentre la tua vita, tutt’intorno si rivoluziona, in meglio!

Iscriviti alla newsletter!

Ogni settimana un nuovo articolo con l’aggiornamento di un percorso.

error: Content is protected !!
Torna su