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Ispirarsi al pensiero di Gae Aulenti ed Ettore Sottsass riguardo i nemici

Tempo di lettura: 3 minuti

Nemici! Come affrontarli? Da chi imparare come superarli?

Sull’argomento esistono molti testi famosi e figure autorevoli che ne parlano. Ma io ho bisogno di variare, di inserire spunti nuovi, aggiungere visuali diverse. E per far questo, vado alla ricerca di modelli alternativi ai soliti menzionati.

Questa settimana mi sono calata nel mondo dell’architettura e ho scelto due italiani.

Gae Aulenti, a proposito di chi la metteva fra i “nemici”

“Mi fa ridere che i cinquantenni di oggi ci vedano come concorrenti. Oltretutto, non sono nemmeno dei rivoluzionari e avrebbero tutto da guadagnare a non considerarci dei nemici.”

Gae Aulenti
I nemici secondo Gae Aulenti (photo By Gorup de Besanez (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons)
Gae Aulenti (photo By Gorup de Besanez (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons)

I nemici sono quelle “entità” che sotto certi punti di vista vorremmo non avere perché ci intralciano il cammino e ci complicano le operazioni.
Sotto altri punti di vista, più sono “nemici”, più sono “competenti”, più sono “capaci” e più ci obbligano a crescere a nostra volta. Senza di loro, cresceremmo meno e meno in fretta.

Perciò capisco chi considerava Gae Aulenti una “nemica”, se lo faceva con l’intento di spronarsi a fare meglio.

Certo, da quel che dice lei, non pare ci riuscisse. Ma questo dipende dalla propria capacità di gestire le critiche interne che, come confermerebbe ogni mio coachee, fa fare i passi da gigante.

“Io credo che alla fine ci sia un grande vantaggio a considerare nemico qualcuno, se e solo se, si vuole vincerlo. Perché per vincerlo, occorre vincere anzitutto se stessi nei limiti che ci impediscono di avanzare.

Michela Martini, Spazi Fluidi

Ettore Sottsass e la natura “nemica”

Domanda: Quanta importanza dà all’ambiente, inteso come natura, nel suo processo progettuale?
Sottsass: Ho la mia teoria nei riguardi della natura. La natura è nostra nemica e io sono nemico della natura, tanto per cominciare…“

Ettore Sottsass

La natura come nemico secondo Ettore Sottsass
Ettore Sottsass (Photo by Giuseppe Pino (Mondadori Publishers) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Capisco che Ettore Sottsass parta dal presupposto: “tu non piaci a me, io non piaccio a te”. Perché sfrutta quell’avversità per generare la tensione che porta a fare, e a fare meglio.

Partendo da quella premessa, si obbliga da solo a considerare tutte le difficoltà, tutti gli scenari possibili, tutto quello che vorrebbe evitare.

Non rinuncia a dare il suo contributo, non rinnega la sua voglia di lasciare la propria impronta. Anzi. Trasforma ogni vincolo in uno stimolo creativo.

“Ho imparato che quando hai delle ambizioni, la presenza del nemico è inevitabile e forse anche fisiologica: il nemico ti mette davanti ai tuoi limiti e ti fornisce quelle “domande chiave” che, in un contesto di tranquillità, onestamente non mi sarei mai posto.

Una delle domande più ricorrenti era “Sei in grado di poterla gestire una situazione del genere?”
Pensando ai discorsi che voglio portare avanti, mi sono detto: “È arrivato il momento che impari a gestirle”.

Ho visto i miei limiti: alcuni sapevo di poterli superare con un lavoro fatto al momento, per altri ho capito che devo strutturarmi e quindi lavorare per acquisire nuovi strumenti.
Senza il mio nemico, nemmeno potevo immaginare cosa mi poteva servire per il presente e cosa mi servirà in futuro.

Giuseppe Palomba

E tu?

Hai imparato come ascoltare la tua parte “nemica” (dentro e fuori di te)?

Hai capito come trasformarla in alleata creativa?

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