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Qual è la linea di confine fra ciò che devi fare tu e ciò che spetta agli altri?

Tempo di lettura: 3 minuti

La linea di confine è affascinante per tutta l’incertezza che porta con sé quanto meno nel tracciarla.

“Noi 01 non attraversiamo mai questa linea bianca che identifica ciò che è 0101 e, di conseguenza, tutto ciò che non lo è. Nessuno ce lo impedisce, perché nessuno di noi ha mai avuto una ragione per uscire.

[Nessuno prima di me]”

tratto da “A te, con affetto, Ogni capitolo un bivio, ogni bivio un’emozione. Quale sceglierai?
Qual è il confine fra ciò che devo fare io e ciò che spetta agli altri?

Sicuramente bisogna partire da una definizione del termine “confine”:

s. m. 1. Linea costituita naturalmente o artificialmente a delimitare l’estensione di un territorio o di una proprietà, o la sovranità di uno stato (spesso al pl.): il c. tra la Francia e la Spagna segue in generale lo spartiacque dei Pirenei; i c. occidentali dell’italia; c. naturale, politico. ♦ estens. Con riferimento all’area occupata da una lingua o da una cultura: c. linguistico, culturale. ♦ 2. concr. Pietra, sbarra, steccato, che delimita una proprietà da quella attigua ♦ estens. Limite, termine (talvolta con una sfumatura d’incertezza o lontananza): i c. del mondo; senza c., sterminato, illimitato ♦ Fig. Misura, convenienza: tenersi entro i c. del giusto e dell’onesto; passare i c., trasmodare. 3. Arc. e pop. Relegazione, confino. [Dal lat. confine neutro dell’agg. confinis ‘che ha un confine in comune’]

Dal Dizionario Devoto Oli

Lo spunto per questo post parte da una conversazione dentro al RafforzaMenti:

“Ve lo siete mai sentito addosso tutto il peso del mondo? (Specifico: del vostro piccolo mondo personale – famiglia, lavoro, amicizie), non di quello di tutto il pianeta). Se sì, come vi ponete?”

“Ti capisco… a me in più è sempre stato detto, da amiche parenti amici sul lavoro, che ero egoista a pensare a me stessa prima che agli altri (della serie “tu solo doveri, loro solo diritti”)…”

Un consiglio che do spesso è: traccia meglio la linea di confine. Perché finché non la definisci tu, gli altri approfittano della tua confusione a proprio vantaggio.

Se lasci che gli altri passino il confine, se lasci che lo definiscano e lo gestiscano a modo loro, ti ritroverai attribuite responsabilità che non hai, colpe che non hai, …

Le domande per definire la linea di confine

  • Chi definisce il confine?
  • Chi ha stabilito “fin qui io, oltre gli altri”?
  • Sono stati gli altri? Come ci sono riusciti?
  • O sei tu che l’hai tracciato così? Per quale motivo?
  • Cosa ha impedito a te o agli altri di fare spartizioni più eque?
  • Con quali criteri si è deciso: “fin qui io, oltre tutti gli altri”?
  • Che forma ha il confine? La linea è materiale o immateriale? Puoi vederla o puoi solo immaginarla? E se la immagini, te la stai immaginando bene? Oppure sei vittima di un’illusione ottica?
  • È un confine temporaneo o è per sempre?
  • Cosa include la linea di confine?
  • Cosa esclude?
  • Quando valichi quel confine, cosa succede? Cosa accade quando sono gli altri a superarlo, cancellarlo, spostarlo?
  • Cosa accade a chi non lo supera mai?
  • E se non c’è? Se nessun confine è mai stato tracciato?

Tutte queste domande non sono dei riempi tempo… Tutt’altro. Molte delle difficoltà che incontriamo sono legate al fatto che non ci siamo presi il tempo per porcele e riflettere sulle risposte.

“Eh ma non è che una si sveglia la mattina e bang ridefinisce la linea di confine (o sì?)…”
“E perché no?”
“Infatti, perché no…”

Vantaggi e svantaggi di confini incerti o assenti

Qualche giorno fa una coachee mi parlava di un lavoro che le hanno proposto, in cui i confini delle competenze non erano mai stati davvero definiti, c’erano “sconfinamenti continui” (ma senza aver definito una linea, possiamo davvero chiamarli così?).

I guai hanno iniziato ad assumere concretezza quando lei si è stancata, voleva chiarire, ma dall’altra parte trovava fumo su fumo.

Perciò durante la sessione le ho chiesto:

Qual è il vantaggio di non stabilire una linea di confine? Qual è il vantaggio di non definire spazi/competenze?

«A seconda della posizione in cui mi trovo, posso evitarmi delle responsabilità oppure scaricarle; posso salvare alcune persone punendone altre; posso far passare qualsiasi proposta

Qual è lo svantaggio di non stabilire una linea di confine? Qual è lo svantaggio di non definire spazi/competenze?

«A seconda della posizione in cui mi trovo, posso ritrovarmi caricate responsabilità che non voglio (più stress); posso dover trovare strategie per tenere buoni tutti (costo emotivo/stress

Perciò, come vedi, molte persone hanno convenienza a non definire mai davvero quella linea di confine (sia che si trovino da una parte, che dall’altra).

Tu da che parte stai?

Hai più vantaggi o svantaggi dall’attuale linea di confine?

Come procederai, ora?

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