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Come si misurano i progressi che non riesci nemmeno a vedere?

Tempo di lettura: 3 minuti

Qualsiasi obiettivo stia perseguendo ho necessità di vedere i progressi che sto facendo lungo il cammino. E tu?

Ci sono progressi che sono difficilmente misurabili.

È ovvio: la mia (la tua) fatica e il mio (il tuo) impegno devono concretizzarsi in qualcosa che mi (ti) faccia capire se la strategia sta funzionando.

Ci sono progressi che sono facilmente verificabili con l’utilizzo di strumenti che sono alla portata di tutti. Qualche esempio:

  • I chilogrammi persi
  • I chilometri percorsi
  • I soldi sul conto corrente
  • Il numero di prodotti venduti

Ci sono progressi che, invece, sono difficilmente misurabili. Qualche esempio?

  • Se il mio obiettivo è avere più determinazione, come misuro i miei progressi? Da cosa vedo che sto migliorando?
  • Se il mio obiettivo è avere più concentrazione, come misuro i miei progressi? Da cosa vedo che sto migliorando?
  • Se il mio obiettivo è essere più efficace nella comunicazione, come misuro i miei progressi? Da cosa vedo che sto migliorando?

In assenza di progressi sul tuo operato, la demotivazione è dietro l’angolo pronta a placcarti e stenderti a terra.

Siccome vuoi molto bene alla tua motivazione perché sai che è il motore che dà la spinta al cambiamento, piantati bene in testa un concetto basilare:

Se non vedo risultati positivi non significa che non ci siano!

E, intendiamoci, non si tratta di cominciare a vederne dove non ce ne sono per autoconvincersi. No. Si tratta di costruirsi uno strumento che sul mercato non esiste e che soddisfi la propria necessità. Del resto, non è un segreto che tutte le più grandi invenzioni sono nate da esigenze personali. Perfino Steve Jobs si inventò l’ipod perché voleva portarsi con sé tutta la musica che gli piaceva e in modo pratico…

[Oh, mettiamoci d’accordo subito: se ne fai un business di successo, voglio una percentuale perché l’idea te l’ho data io con un post gratuito, oltretutto! :P]

Dunque, come costruiamo questo strumento di misurazione?

Il primo ostacolo che dobbiamo affrontare è rendere “materiale” qualcosa che non lo è (ed è per questo motivo che è così difficile misurarlo!).

Facciamo l’esempio sulla “concentrazione” (tu adattalo al tuo caso).

Cominciamo tracciando un territorio.

Mi serve sempre? No. O, almeno, non nella stessa intensità.

Quali attività della mia routine necessitano di concentrazione?

  • Il mio lavoro
  • La relazione con le persone che amo
  • Lo sport

Uhm. Forse è un po’ generico e posso scendere nel dettaglio.

Magari non tutta la giornata lavorativa ha bisogno di concentrazione ma solo alcune attività specifiche. Ecco, sarebbe opportuno sviscerarle per far capire alla tua mente su cosa deve concentrarsi (ops!). Fra l’altro, dopo tutto questo lavoro, scoprirai che proprio in quei momenti non dovrai fare proprio nulla per stare sul pezzo… Ti verrà automatico!

[Scusa! Non volevo anticiparti il finale…]

Come si manifesta la concentrazione nello svolgimento di queste attività?

  • Cosa vedo quando sono concentrato/a?
  • Che cosa provo quando sono concentrato/a?
  • Cosa ascolto quando sono concentrato/a?
  • Cosa mi dice la mia voce interiore mentre sono concentrato/a?

A questo punto ho dei paletti piuttosto precisi. Aggiungo una scala di autovalutazione. Qualcosa che mi faccia sapere quanto sono soddisfatto/a del mio allenamento e dunque, dei miei progressi. Basta anche un “banale”

“da 0 (blah) a 10 (yeah!)”

che confronterò di giorno in giorno. Ma volendo posso trovare dei criteri più precisi ancora. Per es. la durata della mia concentrazione. Serve un po’ di creatività che ti verrà man mano che ti sperimenterai negli esercizi e si farà più acuta l’esigenza di dati più precisi.

La tabella fotografa i progressi che ora posso riconoscere:

Tabella misurazione progressi

Ecco. Se guardi la tabella senza compilarla, ti sembrerà che non sia cambiato nulla e che sia un esercizio inutile. Ma se ti prendi un’oretta per riflettere sui progressi che non vedi e la compili… Beh! Scoprirai che siamo riusciti nell’intento!

Ora hai un metro di misurazione per qualcosa che era immateriale e difficilmente misurabile. Adesso puoi vedere che magari i progressi sono piccoli, ma ci sono. Non solo, puoi anche capire cosa devi correggere, mentre prima, non riuscendo nemmeno a vederli, non sapevi neppure dove mettere mano per aggiustare il tiro.

Buona collezione di soddisfazioni! 🙂

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