Cookie Policy Imparare l'arte della percezione totale per guidare la mia attenzione
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Imparare l’arte della percezione totale per guidare la mia attenzione alle soluzioni.

Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa condiziona la mia percezione? A cos’è rivolta la mia attenzione?”

Ti fermi mai a farti queste domande? Ti chiedi in che modo influenza i tuoi risultati?

Voglio darti qualche spunto partendo da questa citazione:

Percezione: essa è quella funzione che ci permette di realizzare una relazione con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Credo che sia opportuno specificare che lo stato di percezione è comunque una funzione più complessa, per cui è necessario distinguere queste quattro fasi:

1. quando la nostra attenzione è rivolta al nostro corpo, riconosciamo noi stessi, interiormente;

2. quando la mente è rivolta verso l’esterno riconosciamo il mondo all’esterno;

3. quando la mente è in contatto con il nostro corpo interiormente e allo stesso tempo è in contatto con il mondo all’esterno di noi, allora si può dire una percezione totale, senza intenzione, fino a quando non la pensiamo e non la descriviamo.

4. Questo ultimo caso infatti, quando intenzionalmente cerchiamo la nostra percezione totale, si può definire come il riconoscimento della propria percezione che è la consapevolezza.

[tratto da Aikido: armonia e relazione – L’arte della percezione in una pratica di pace” di Giuseppe Ruglioni

Sembra solo a me oppure è splendida questa visuale d’insieme?

Percezione e attenzione

Quante volte dimentichiamo che tutto (ma proprio tutto) dipende dalla nostra percezione?

Quella che per te è “indifferenza” per l’altro/a può essere “strategia”; quello che per te è “buono” per l’altro/a può essere “normale”; quello che per te è “viola” per l’altro/a può essere “indaco”; ciò che per te può essere un risultato che “non ha valore”, per l’altro/a può essere “straordinario”.

Quante volte dimentichiamo che la nostra percezione (di noi stessi e del mondo) è condizionata dalla nostra storia, dalle nostre abitudini, dalle nostre convinzioni?

Tutte le volte volte che ti preoccupi per qualcosa, la tua attenzione è su di te e dimentichi il mondo intorno.

Tutte le volte che sei iperconcentrato/a sul tuo obiettivo, la tua attenzione è su di te e dimentichi il mondo intorno.

[“Ti”, “te”, “tua”… Un po’ pesante il discorso, coach… Non si poteva alleggerire un po’? Assolutamente no! È tutto voluto!]

Problema: mentre la tua attenzione è su di te, quel mondo di cui ti stai dimenticando, continua a girare.

Gira, gira, gira…

Le persone cambiano, i loro pensieri evolvono, le situazioni non restano ferme.

E tu? Sarai in grado di riacciuffarle quando emergerai dai tuoi pensieri? (Dipende da quant’è durata l’immersione…)

E quando ci si fissa sul mondo fuori, ignorando le proprie esigenze, smettendo di ascoltarsi? Che succede?

Se punti al traguardo e ignori il dolore del corpo, rischi di non arrivarci; se cerchi continuamente l’approvazione degli altri, potresti ritrovarti senza quella fantastica sensazione che è sentirsi soddisfatti di se stessi; quando dai ascolto alle opinioni esterne, segui la loro direzione e non la tua.

Prima o poi, in un modo o nell’altro, qualcosa di te si spezza…

Impara l’arte della percezione totale. Sei tu che guidi la tua attenzione.

Dentro e fuori, sinistra e destra, alto e basso, lui e lei, io e tu (noi).

Ogni pezzo dell’insieme è importante e, se manca un pezzo, il puzzle non può dirsi completo.

Eppoi. Sono in pochissimi a saperlo fare.

È una di quelle capacità che fa davvero la differenza.

È quello che vuoi fare tu, giusto? Lasciare un meraviglioso segno indelebile, vero?

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