Cookie Policy Un discorso da leader in divenire ⋆ Storie di Coaching
Home » Obiettivo » Leadership » Un discorso da leader in divenire

Un discorso da leader in divenire

Tempo di lettura: 4 minuti

C’è un momento in ogni percorso di coaching in cui realizzo di essere diventata “inutile”, nel senso che il coachee ha interiorizzato e mette in pratica i comportamenti funzionali al suo obiettivo. Potrei dire che è diventato leader di se stesso.

È un momento di gioia immensa per me perché so che abbiamo lavorato bene e, qualsiasi cosa accadrà nella vita, ho la certezza che quella persona ha gli strumenti per affrontarla nel migliore dei modi.

Oggi è uno di quei momenti e questa mail la conservo come ricordo per me, come premio per lui e come esempio per chi vorrà lasciarsi ispirare.

Un discorso da leader in divenire

Un discorso da leader in divenire

[…] Chi mi conosce da poco, non è per nulla abituato a vedermi giù di morale.
Non lo faccio perché fa figo: solo che per me il fatto che l’errore sia un parametro di crescita è davvero un fatto nuovo e più si va avanti, più necessito di affinare gli strumenti.

Come non nego che quando mi dai cenno di apprezzamento, non mi dispiaccia, dato che tu sei molto severa e non dai del “bravo” alle persone giusto per. Questo sì. Ho notato che più si va avanti e più la tua severità aumenta, in un modo che definirei letteralmente esponenziale. Si quantuplica.

Ogni azione che svolgo, tiene conto di tutto il percorso a cui mi hai avviato, solo che continuano ad esserci momenti no e momenti sì. Mi pongo domande sui miei atteggiamenti, mi chiedo come fare per migliorare e ottenere il massimo da una determinata problematica o situazione o in fase di comunicazione.
Mi sto rendendo conto che la vita sia un’altra roba, proprio perché tutto succede, meno che filare  liscio.
Ora rispondo alle domande.

Tutta questa fissa per la leadership, perché?
Perché voglio imparare ad avere il controllo di me stesso ed essere un modello, un riferimento per chi interagisce con me.

A che scopo?
Abituarmi alla solitudine che comportano le mie scelte. Sto costruendo la mia vita sulla base di un sogno e voglio essere responsabile delle mie azioni.

Cosa devi farci nella vita con la leadership?
Trasmettere fiducia e fermezza, anche a chi mi sta accanto. Imparare a capire che le mie scelte pur non essendo condivise da tutti, necessitano di essere portate fino in fondo. Smettere di cercare l’approvazione. Imparare a capire che le mie azioni non verranno condivise.

Perché è così importante essere un leader?
Perché è la forma più alta e autorevole di autonomia di pensiero e di azione.
E anche perché non mi va che mi si imponga di fare questo o quello, anche per lavoro.
Inoltre, perché voglio imparare a rispettare, ma non a temere le persone e far sì che seguano una mia linea di pensiero.

È davvero un tuo valore o l’hai fatto tuo perché te ne ho parlato io?
All’inizio, come ricorderai, vivevo la leadership e di conseguenza certi miei atteggiamenti, con accezione negativa. Da come impostammo il discorso, ho iniziato a capire che invece è un valore che può essere coltivato, solo che penso necessiti di maggiore chiarezza sul dove inserirlo. Ecco magari non applicarlo in tutti i settori, ma comunque sperimento, non ci posso fare nulla è più forte di me. E ammetto anche che per il lavoro, per quanto le persone facciano riferimento a me, non riesca ad essere un vero leader. Il punto che devo snodare è: “mi interessa davvero esserlo in quel settore?”

Davvero vuoi essere così solo? Perché vuoi una vita così?
Se guardo al mio percorso, con un respiro più ampio, mi rendo conto che la mia non è una solitudine cercata. Il mio modo di agire, di pensare, la coerenza nei miei comportamenti, ha portato persone con le quali ho diviso e condiviso davvero tutto ad abbandonarmi, non solo per la pesantezza del mio carattere, ma per le idee che ho sempre mantenuto costanti. Del tipo “ti sei cercato questo tipo di situazione ed ora te lo piangi da solo”.
Continuo ad essere del parere che sia difficile, per non dire impossibile starmi dietro. Ho un mondo e dei tempi tutti miei, totalmente controcorrente. E dato che come ti dicevo, voglio costruire la mia vita sulla base di un sogno, sarà bene che mi ci abitui sul serio al fatto che se sbaglio sono fatti miei e non posso chiedere a nessuno, perché arriverà anche quel momento e non ci sarà più la mia famiglia a sostenermi. Né tanto meno una coach a cui rivolgermi. In quel momento sarò davvero da solo.

C’ho messo un po’ di giorni a scrivere questa mail, proprio per non rispondere in preda all’onda emotiva. Quello che ti posso dire, coach, è che mi serve molta ma molta più forza di quanta ne abbia ora, per portare avanti le mie azioni e arrivare ad un obiettivo che mi porterà a tanti fallimenti, almeno fino a che io li concepisco come tali. Voglio imparare a capire che potrò metterci una vita intera, ma comunque compiere tutta una serie di azioni che mi facciano stare bene, prima di tutto con me stesso.

Bravo! Questo è un discorso da leader. Con un’aggiustatina necessaria su quell’idea di solitudine che fa molto samurai, ma ne parleremo in privato.

Io sono severa ed esigente, non lo nego, ma tu guarda che bella mentalità vincente hai messo su!

Iscriviti alla newsletter!

Ogni settimana un nuovo articolo con l’aggiornamento di un percorso.

error: Content is protected !!
Torna su