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Come creare le condizioni ottimali per un risultato spettacolare

Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono situazioni in cui dai il meglio di te e altre in cui quello che fai non ti soddisfa proprio. Sei sempre tu, eppure i risultati sono così diversi che quasi stenti a riconoscerti. Cosa cambia? Sono diverse le condizioni.

Come creare le condizioni ottimali per un risultato spettacolare

E per “condizioni”, intendiamo:

  • ambiente

  • stato mentale

  • convinzioni

  • stato fisico

  • persone vicine/lontane

  • obiettivo

  • preoccupazioni

  • motivazioni

  • conoscenze

Solo, coach?

Due cosucce, in pratica…

Già. Questa è la sfida che ci poniamo oggi: imparare a creare le condizioni ottimali per un risultato spettacolare anche quando non ci sono, per consentirti di avere delle performance coerenti con il potenziale che puoi esprimere.

Avvertenze!

Solo una precisazione prima di proseguire: è vero che ti fornisco uno strumento prezioso; contemporaneamente è anche vero che ti servirà del tempo (per fare tutto l’esercizio) e dell’impegno per vederne i frutti (mettendo in pratica ciò che hai imparato con questo post).

Perciò, se sei alla ricerca di qualcosa che “basta leggere ed è fatta”, ecco no. Né io, né questo post rispondiamo ai tuoi criteri di ricerca.

Le differenze che fanno la differenza nelle condizioni

Le “condizioni ottimali” esistono perché ce ne sono altre che ottimali non sono, ovvio. Perciò andiamo alla ricerca delle differenze che fanno la differenza.

  1. Cerca fra i tuoi ricordi un’esperienza che ha prodotto un risultato di cui vai particolarmente fiero/a. Qualcosa (di qualsiasi tipo!!!) che ogni volta che ci ripensi, ti monta su quell’orgoglio per te che ti fa svoltare la giornata. Quando ce l’hai bene (bene, bene, bene) in mente, scarichi questo file: “Il momento della fierezza” e rispondi alle domande.

  2. Cerca fra i tuoi ricordi un’esperienza che ha prodotto un risultato di cui ti vergogni, che non sembra nemmeno tuo. Qualcosa (di qualsiasi tipo!!!) che ogni volta che ci ripensi, ti viene da pensare qualcosa di negativo sulle tue capacità. Quando ce l’hai bene (bene, bene, bene) in mente, scarichi questo file: “Il momento della schifezza” e rispondi alle domande.

  3. A questo punto, se hai fatto tutto, probabilmente ti serve una pausa perché tutto questo è piuttosto stancante (ma ne vale la pena). Suggerisco di staccare, fare qualcosa di divertente e ripassare in un altro momento per concludere.

  4. Dopo lo svago, puoi dedicarti a confrontare le situazioni. Conserva le domande, affianca le risposte della prima situazione e subito lì vicino anche le risposte della seconda. Se vuoi, puoi usare questo file con lo schema di confronto, in cui devi solo riportare quello che avevi già scritto.

  5. Ed eccoci finalmente a “le differenze che fanno la differenza“. Come per quei giochi di enigmistica in cui osservi due vignette e scopri le differenze, è la stessa cosa. A parità di domanda, le risposte sono diverse. In cosa? Segnati, cerchia, memorizza ciò che fa la differenza in positivo.

Il tuo costume da supereroe

Qui arriviamo al punto decisivo.

Le condizioni “ottimali” non ci sono sempre, per non dire “quasi mai”.

Facciamo un esempio. Diciamo che alla prima domanda “in quale ambiente mi trovavo?” hai risposto

  • “Alle Hawaii”, per la situazione in cui hai prodotto qualcosa di cui vai fiero/a

  • “In ufficio”, per la situazione in cui hai prodotto qualcosa che non ti piace assolutamente.

Che fai? Mica puoi prendere e partire ogni volta che devi consegnare un lavoro al tuo capo, no?

Però, se chiudi gli occhi, puoi ricordare i profumi, le sensazioni, i sapori, la vista, i suoni di quell’ambiente che ti ha fatto sentire dannatamente bene.

E, lo sai che lo puoi fare. Lo sai che il pensiero è così potente da farti percepire come presente qualcosa che è lontano nel tempo e nello spazio.

Lo stesso vale per le altre risposte. Per tutto ciò che manca, deve scattare:

Come se anche adesso…

Mentre pensavo questo post, ho realizzato che “creare le condizioni ottimali equivale a quel momento in cui ogni supereroe indossa il proprio costume.

Non importa quale nemico lo stia aspettando, né quanto sia stata nera la giornata. No: da quel momento, cambia la percezione della situazione e l’atteggiamento.

Il tuo costume come il mio costume, è fatto di tutte quelle differenze che fanno la differenza, quelle che hai trovato facendo l’esercizio.

Certo, ricorda di indossarlo (si è mai visto un supereroe che abbia affrontato una sfida senza la sua divisa?) e controlla di avere addosso ogni elemento.

Poi lanciati nell’impresa, che non sembrerà più una tempesta, ma solo una nuova spettacolare avventura.

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