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Quando la leadership ispira anche il cambiamento degli altri

Tempo di lettura: 3 minuti

Tu sei qui: hai un progetto importante in cui vorresti coinvolgere un’altra persona, ma non ti piace obbligare nessuno. Insomma, desideri che scelga di partecipare, ma di propria volontà. Come fare in modo che senta che il tuo progetto è esattamente ciò che desidera anche per sé? Come ispirare anche il cambiamento degli altri?

Ti serve una particolare forma di leadership e, per sintetizzarne le caratteristiche, potremmo usare questo brano tratto da “Essere leader” (di Daniel Goleman, Richard E. Boyatzis, Annie McKee):

Quando la leadership ispira anche il cambiamento degli altri

“Il principale fondamento dello stile visionario è costituito, naturalmente, da una particolare competenza di intelligenza emotiva, la leadership ispiratrice.

Associando l’ispirazione alla triade di abilità emozionali costituita dalla fiducia in se stessi, dalla consapevolezza di sé e dall’empatia, i leader visionari puntano a un obiettivo che sentono veramente e che armonizzano con i valori condivisi dai collaboratori.

Credendo sinceramente nell’ideale proposto, questi leader riescono a guidare il proprio gruppo con mano ferma. Quando giunge il momento di cambiare rotta, competenze quali la sicurezza di sé e la capacità di essere agente di cambiamento rendono meno difficile la transizione.”

[da “Essere leader” di Daniel Goleman, Richard E. Boyatzis, Annie McKee]

Cosa mi serve per ispirare il cambiamento degli altri?

C’è già scritto nel brano che ti ho citato, ma merita qualche riflessione aggiuntiva. Dunque ti serve:

  • Un progetto o una visione che siano chiari a te, prima di tutto. Per farti capire l’importanza di questo primo fattore, pensa se Martin Luther King si fosse limitato a dire alla folla “Ho un sogno!” Pensi che l’avrebbero seguito? Con tutte le difficoltà che c’erano all’epoca? In così tanti? Io, sinceramente ne dubito. Sarebbe stato troppo indefinito. Chi non ha sogni? Tutti ne abbiamo, ma non basta per “ispirare” ad unirsi, a rischiare magari qualcosa, fare della fatica. E infatti, lui disse:

Ho un sogno, che un giorno questa nazione sorgerà e vivrà il significato vero del suo credo: noi riteniamo queste verità evidenti di per sé, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Ho un sogno, che un giorno sulle rosse montagne della Georgia i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi insieme alla tavola della fraternità.

Ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, dove si patisce il caldo afoso dell’ingiustizia, il caldo afoso dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità.

Oggi ho un sogno!

[…] Questa è la nostra speranza. Questa è la fede che porterò con me tornando nel Sud. Con questa fede potremo cavare dalla montagna della disperazione una pietra di speranza.”

E continua. Certo, sapeva comunicare la sua idea. Su questo non ci piove. Ma, se rileggi, non ha fatto altro che elencare nel dettaglio tutte le situazioni che aveva ben chiare in mente. Un sogno ben definito, in cui, mentre lui parlava, tutti costruivano l’immagine di ciò che stava condividendo.

  • Fiducia in te, nelle tue capacità, una buona autostima. Diamo per assunto che hai un gran bel progetto. Ma ti senti all’altezza? Perché se non è così, io che ti sto ascoltando e guardando mentre lo esponi, me ne accorgo. Ed è alquanto improbabile che mi lasci ispirare da qualcuno che non crede in sé oppure in ciò che sta proponendo…

  • Consapevolezza di sé. Riconosci le emozioni in ogni momento e riesci a gestirle? Conosci i tuoi talenti? Conosci i tuoi limiti? Sai in quali occasioni dai il meglio? Sai che cosa devi migliorare?

  • Empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri, senza confondersi però con l’altro. Sai riconoscere i segnali (taciti) che ti mandano gli altri?

  • Armonizzare i valori condivisi. Quali sono i tuoi valori? E quelli dell’altra persona? Quali avete in comune e possono sostenere il progetto di cui farete parte?

Tanto rumore per nulla…

Questo twit ha stupito più di una persona. Ma se rileggi tutto l’elenco qui sopra, credo che lo capisca meglio anche tu. Da un lato c’è il rispetto (sacrosanto!) della libertà dell’altra persona di scegliere ma dalla propria parte c’è il mettersi in discussione, altrimenti il rischio è di ripetere l’errore. Per farlo, basta pensare a quella situazione del passato, riprendere l’elenco sopra e spuntare ciò che c’era e ciò che non c’era.

Costruisciti una palestra per ispirare il cambiamento degli altri…

“Se volete provare un esperimento che si dimostrerà interessante e al contempo utile per voi, scegliete una vostra conoscenza, qualcuno famoso per non fare mai nulla che non debba fare, e cominciate a vendergli la vostra idea di Iniziativa”

[Tratto da “La legge del successo”, Napoleon Hill]

Però, mentre lo fai, ricorda ciò che Peter Parker (Spiderman) si sentì dire da suo zio:

“Ricordalo sempre, da un grande potere derivano grandi responsabilità”

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