Cookie Policy Un esercizio per capire quali scenari sono possibili nel futuro
Home » Obiettivo » Visione » Un esercizio per capire quali scenari sono possibili nel futuro

Un esercizio per capire quali scenari sono possibili nel futuro

Tempo di lettura: 4 minuti

Penso sia capitato a tutti di vedere nero ed escludere tutti gli altri scenari possibili.

Come mi ha detto un coachee l’altro giorno:

“sono così pessimista sugli esiti di questa situazione che le persone vicino a me non mi riconoscono più”.

Il momento storico che si sta vivendo può fare la differenza e trasformare anche il più inguaribile ottimista in un individuo incapace di vedere altri colori che non siano il nero.

L’idea di questo post nasce pensando a lui e al lavoro che abbiamo fatto in sessione, adattato però ai lettori del blog con la finalità di offrire comunque uno strumento, anche in assenza di un feedback dalla sottoscritta.

Ma prima un passettino indietro.

Perché riesco a vedere solo nero?

Quali scenari sono possibili in futuro?
Esercizio: quali scenari sono possibili in futuro?

Chiaramente l’intensità delle emozioni del momento gioca la sua parte. Una brutta notizia, per esempio, può aver colpito così duro da aver concentrato tutta l’attenzione su di sé (ricordo a tutti che siamo umani! Difficile restare sempre indifferenti e obiettivi!)

A ciò può aggiungersi anche l’aggravante di uno scarso esercizio creativo o di una una rigidità mentale legata ad un approccio causa-effetto: riducono considerevolmente gli scenari possibili su cui ragionare.

E poi c’è la voce del proprio critico killer, che tende a smorzare qualsiasi tentativo di vedere alternative positive. Come la riconosci? Semplice: a fronte di una notizia negativa, una parte di te cerca di farsi coraggio con:

“magari non è così grave”

Mentre la vocina subito l’ammazza con un lapidario:

“Tze! Figurati!” (e/o varianti tutte finalizzate a toglierti ogni speranza)

E dunque? Quanti altri scenari posso vedere?

Non si tratta di passare dal “nero” al “rosa”.

Perché, se lo facessi, la tua mente sarebbe subito lì ad obiettare qualcosa, tipo:

“Sì, ma non è detto che vada effettivamente così…”

E avrebbe ragione, sarai d’accordo con me.

Molto spesso ci si ferma a questo bivio: o lo scenario “nero” che sembra altamente probabile, oppure lo scenario “rosa” che pare possibile (ma con mille margini di incertezza) o decisamente impossibile.

E poi? Ecco, si tratta di fare quel passettino in più, ovvero cominciare a valutare sfumature diverse.

Facile a dirsi, difficile a farsi.

Io dico sempre che la teoria la conosciamo tutti, la pratica è un’altra cosa.

Siamo circondati di persone che ci stimolano a vedere diversamente, no? Però è la nostra mente che deve arrivare a partorire un pensiero proprio: solo così lo porterà avanti, altrimenti è come un trapianto che viene rigettato alla prima occasione propizia.

Dunque, coach? Come si fa a mettere in pratica una teoria tanto semplice quanto difficile?

L’ispirazione mi è venuta leggendo questo brano estratto da “La grammatica della fantasia” di Gianni Rodari:

“Contemporaneamente egli (il bambino) deve riconoscere e distinguere gli ambienti interni ed esterni, registrare le loro modificazioni, la loro influenza nei personaggi, cogliere gli elementi che anticipano ciò che potrà capitare al personaggio, se farà una certa cosa o andrà in un certo posto”

L’argomento sono i fumetti. Ma perché limitarci?

L’esercizio sugli scenari possibili e i motivi per cui ha senso farlo

Non è forse vero che mentre disegni riesci a distaccarti un po’ dal problema? Non è forse vero che la dimensione ludica è spesso utile per uscire da impasse mentali? E che viviamo in un mondo prevalentemente visivo? Non è forse vero che il gesto stesso di scrivere e disegnare ha l’effetto di dare consistenza ai pensieri, aggiungendo un ulteriore feedback?

Sì, è tutto vero.

Dunque, l’esercizio è proprio questo: immaginare e disegnare 6 scenari futuri, dall’estremo negativo all’estremo positivo passando per ipotesi intermedie. Se vuoi, ti ho predisposto già un modulo con le indicazioni (per scaricarlo, basta che clicchi sull’immagine all’inizio del post oppure qui).

Poi, se ti piace e ti dà gusto, puoi anche sviluppare ogni scenario, costruendo una storia a fumetti per ogni ipotesi.

Però attenzione! Questi esercizi hanno degli effetti collaterali che dovresti tenere in considerazione:

  • sviluppano la creatività

  • permettono di anticipare problemi e farsi trovare già pronti nel caso si verificassero

  • rendono la mente più flessibile

  • fanno sviluppare idee mai prese in considerazione

  • stravolgono lo stato d’animo, in positivo

Come farai, di fronte a tutti questi disegni diversi, a continuare a vedere solo l’ipotesi nera? Come farai a trattenerti dal mettere in atto iniziative diverse?

Non so tu. Io, sinceramente, mi rallegro di tutta quella scelta e mi ricordo che, per quanto io possa essere stata fantasiosa, la vita lo sarà ancora più di me e mi stupirà un’altra volta.

Potrebbe essere complicato…

Secondo la mia esperienza come coach, il limite più grosso che puoi incontrare è il tuo stesso pensiero. Un vero classico sono le autocritiche tipo:

“non so disegnare”.

Chi se ne frega!

Lo scopo è farti vedere quanti più scenari possibili. È un foglio di carta che rimane a te, serve a te, non lo vedrà nessuno. Se proprio, proprio, proprio non riesci a non fregartene, hai pensato di cercare delle immagini che rappresentino ciò che hai in mente, tagliarle e incollarle?

Altri ostacoli?

Banalità tipo:

“Non ho la matita, non ho i colori, non ho tempo, le cavallette, …”

No, dai. Se tiri fuori queste obiezioni è perché io non sono riuscita a farti capire quanto può essere utile questo esercizio e allora ti prego di farmelo presente. Oppure (e ci sta) non hai ancora preso la decisione di dare una svolta alla situazione che ti sta preoccupando.

E ora, buon lavoro!

Iscriviti alla newsletter!

Ogni settimana un nuovo articolo con l’aggiornamento di un percorso.

error: Content is protected !!
Torna su