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Un dubbio per ogni certezza negativa che ti impedisce di costruire

Tempo di lettura: 2 minuti

Riflettevo in questi giorni sull’ambiguità della certezza, complice una sessione in cui sono emersi molti aspetti discordanti.

C’era:

  • la certezza di non poter sbagliare

  • la certezza del giudizio degli altri,

  • la ricerca di certezze di altro tipo,

  • la consapevolezza che non si può avere la certezza praticamente di nulla.

(Perdonami la continua ripetizione del termine, ma la ritengo necessaria al fine della piena comprensione del messaggio di questo post)

Ho chiesto:

“Davvero non puoi mai permetterti di sbagliare?

Davvero hai tutte queste prove che ti giudicheranno negativamente?”

Dove la prendi tutta questa “certezza”?

Ed è davvero molto interessante la sua risposta:

Un dubbio per ogni certezza
Photo by Motoki Tonn on Unsplash

“Io devo permettermi di sbagliare altrimenti è tutto peggio!!!

Queste prove che mi giudicheranno negativamente… no, non le ho o meglio: dove le vado a reperire? Nel passato? Ma a questo punto lo stesso passato è “contaminato” da questo circolo vizioso quindi non è più attendibile al 100%.

Dove prendo tutta questa “certezza”… eh bella domanda!!! Se razionalmente l’ho spinta in fondo ma emotivamente come tu dici ancora mi tartassa… dove cavolo si è annidata???

Sembra sempre che necessiti di conferme preventive prima di agire… ma se tolgo il “passato”, quale bacino di certezze, allora è come se mettessi la quarta!”

Già, il passato.

Alcune certezze costituiscono il nucleo centrale della nostra zona di comfort: molte delle convinzioni su noi stessi, sui nostri rapporti, sui risultati (positivi o negativi), sulla vita che pensiamo di meritare (nel bene e nel male).

Ieri, per esempio, parlavo con un’altra coachee che mi diceva “non sono pronta” e lei ne era assolutamente certa, così certa da affermare “è una vita che non lo sono”.

La soluzione?

Non fa male seminare un dubbio per ogni certezza.

Qualche esempio?

  • Come hai la certezza che andrà male?

  • E la certezza che non ce la fai?

  • Come hai la certezza di non poter sbagliare?

  • Come hai la certezza…?

Anche per le positive?

Beh, se sono verificabili in modo incontestabile, supportate da dati verificabili, no (ma sono davvero poche, eh!).

Per tutte le altre, perché no? Sei forse Dio?

Il mondo è sempre più complesso, la competizione è sempre più agguerrita, le variabili da valutare sempre di più. Magari segui l’esempio di Michelangelo che a 80 anni aveva la certezza che stava ancora imparando.

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