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L’importanza dei punti deboli di una strategia

Tempo di lettura: 2 minuti

«Hai presente il piano d’azione che hai studiato per realizzare il tuo obiettivo? Quali sono i suoi punti di forza? Quali sono i punti deboli

«Punti deboli? Perché devo pensare ai punti deboli? È demotivante

L'importanza dei punti deboli di una strategia
“La scacchiera” illustrazione di Paolo Pochettino per “A te, con affetto

So com’è giunto a questa conclusione!

L’entusiasmo per l’obiettivo appena definito, l’immaginazione che corre al momento in cui raccoglierà i frutti del duro lavoro, la visualizzazione dei passi necessari, la certezza di potercela fare nata dall’osservazione dei punti di forza.

Eppure questa è la prima fragilità di tutta la strategia: affezionarsi troppo a ciò che rassicura e non dedicare il tempo necessario a studiare ciò che potrebbe farla crollare.

È compito di ogni buon coach stimolare l’utilizzo di prospettive non abituali.

So di risultare antipatica in queste fasi perché sto facendo mettere in discussione percorsi di pensiero consolidati dalla ricerca continua di prove a loro favore.

“È dimostrato che i grandi giocatori di scacchi si concentrano sui possibili punti deboli di una mossa ipotetica, mentre i giocatori alle prime armi cercano di confermare le loro ipotesi invece di falsificarle.

Ma non mettevi a giocare a scacchi per praticare lo scetticismo. Gli scienziati ritengono che sia la ricerca delle proprie debolezze a farne bravi giocatori di scacchi, non che sia il gioco degli scacchi a trasformarli in scettici.

Allo stesso modo, quando lo speculatore George Soros fa una scommessa finanziaria, continua a cercare casi che potrebbero dimostrare che la sua teoria iniziale è sbagliata.

Forse è questa la vera fiducia in se stessi: la capacità di osservare il mondo senza necessariamente trovare qualcosa che lusinghi il proprio Io

Da “Il Cigno Nero”, Nassim Nicholas Taleb

Cercare i punti deboli della propria strategia è demotivante?

Riesci a immaginare i grandi giocatori di scacchi che si avviliscono mentre ci pensano? Io no: so che hanno piena consapevolezza dei vantaggi che porterà l’operazione.

Riesci a pensare a un giocatore alle prime armi che si demotiva all’idea dei punti deboli? Io sì: gli sorge un dubbio e prontamente lo accantona per non dimostrare insicurezza. Guarda caso, è esattamente quello che stava facendo il mio cliente prima che ne parlassimo durante la sessione.

E poi? Che cos’è successo?

Beh, messa da parte la presunzione di infallibilità del suo piano e accettata l’idea di guardare l’abisso delle fragilità nascoste, proprio uno dei punti deboli ha stimolato un’idea creativa che ha fatto la differenza.

Fossi in te, farei altrettanto!

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