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Un esercizio per giocare con la propria convinzione e migliorarla

Tempo di lettura: 2 minuti

Qualche giorno fa mi è capitato di visualizzare una convinzione come una palla da bowling che fa strike. Siamo abituati a immaginare la situazione dalla prospettiva di chi lancia. Invece io la stavo guardando dal punto di vista del birillo, travolto.

Ero in sessione e ho fatto il possibile affinché quella persona si rendesse conto che le sue convinzioni devono tenere in considerazione anche gli effetti che hanno su chi ha vicino, specie se dice di voler il loro bene.

Come rendere utile quell’esperienza anche a te che leggi il mio blog?

L’intuizione

Ho pensato alle teorie, ho scartabellato nei libri, finché questa mattina mi sono resa conto che l’idea ce l’avevo già davanti agli occhi: “il meccanismo di cosizzazione“, per usare le parole di Gianni Rodari.

L’esercizio consiste nel chiedersi:

Provo io, per farti capire che cosa intendo… Poi fai tu, ok?

Se la mia convinzione […] fosse un oggetto, sarebbe…

Se la mia convinzione fosse un oggetto, sarebbe...
Se la mia convinzione fosse un oggetto, sarebbe…

Non riesco a decidere

Potrebbe essere una lampadina che sta per esaurirsi; si attiva, ma ad intermittenza. Cosa si fa in quei momenti? Quasi sempre, si cambia. Certo, la domanda è: farai in modo di illuminare tutto intorno a te, con una bella decisione, o chi ha bisogno della tua luce si vedrà costretto a cambiare lampadina?

Non mi manca nulla!

mi fa pensare ad una bellissima statua.

Al David di Michelangelo, per esempio. Perfetto nell’apparenza, inanimato nella sostanza. Perché insomma, se non ti manca nulla, che stimoli hai per vivere?

Non mi piaccio!

Lo associo ad un libro mal archiviato. Per esempio, un “romanzo d’amore” finito per errore nel settore “ingegneria”. È un attimo avere la percezione sbagliata di se stessi quando tutt’intorno le caratteristiche sono altre.

Mi sento fragile

Mi ricorda un murales sulla parete di un edificio, in una metropoli. Pioggia e sole che infieriscono, vandali che lo deturpano, passanti che lo ammirano e lo fotografano. Tutto questo, gli toglie valore o gliene aggiunge?

Ci limitiamo solo alla convinzione depotenziante?

No! Per esempio:

posso evitare di giudicare

è un ponte che unisce due parti diverse della stessa città. 

Ti sembra un esercizio inutile in questo caso?

Non direi. Magari mi rendo conto che non è proprio stabile e decido di intervenire per renderlo più solido. Oppure esteticamente è un po’ carente e cambio i miei modi per renderli più piacevoli.

Insomma, esistono sempre margini di miglioramento.

La finalità

Naturalmente queste sono le mie visualizzazioni. A te ne saranno venute in mente altre, sicuramente più belle delle mie, anche perché sono inserite nella tua cultura e ti appartengono.

L’importante è che questo esercizio ti serva per avere un distacco verso la tua convinzione, quel tanto che ti serve per vederne i limiti e capire come superarli.

Mi auguro che tu lo faccia in modo giocoso, senza prenderti troppo sul serio, cercando oggetti anche assurdi, prendendo ispirazione dai contesti più diversi, uscendo dal tuo mondo abituale o dalle metafore più scontate.

Perché? Beh, sempre quella benedetta zona di comfort: la tua convinzione ne fa parte integrante e se vuoi riuscire a vederla con obiettività devi per forza di cose usare delle prospettive inusuali.

Ora tocca a te!

Se la mia convinzione […] fosse un oggetto, sarebbe…

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