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Io sono così e potrei essere anche una versione migliore di me

Tempo di lettura: 3 minuti

Potrei essere meglio di come sono? Certo. A patto che io smetta di dirmi:

Io sono così!

Perché?

Pensaci: quale sensazione trasmette questa frase?

A me ricorda qualcosa di immutabile e definitivo. Non a caso, è la più usata quando si parla di difficoltà a cambiare carattere.

Non è molto diversa da:

“Io sono lento”

“Io sono pigro”

“Quel prodotto è difficile da vendere”

È un periodo nero”

“Non sono capace di…”

Avrai certamente notato che tutti questi pensieri hanno la caratteristica comune di dare un’idea di qualcosa che è così e basta, escludendo ogni alternativa possibile.

Se vuoi, potresti rileggerli così:

“Io sono lento (Fine)

“Io sono pigro (E basta)

“Quel prodotto è difficile da vendere (Stop)

È un periodo nero (Punto)

“Non sono capace di… (Chiuso)

Il giudizio

Io sono così e potrei essere anche...

Il fatto curioso è questo: se qualcuno venisse a dirci “Tanto sei così!” molto probabilmente ce la prenderemmo. Però, fra sé e sé, ci si sente autorizzati.

Di base c’è l’illusione di poter essere obiettivi (abbiamo a disposizione tutta la nostra storia per dimostrare ciò che stiamo affermando).

Eppure non c’è contesto meno obiettivo di quello in cui si è direttamente coinvolti. E sarebbe bene ricordarselo, almeno di quando in quando.

Una metafora

Tutte queste frasi mi danno la sensazione di qualcosa di congelato. Compri il gelato e decidi di metterlo nel frigorifero per evitare che si squagli tutto.

Il meccanismo è simile. Con quelle frasi si prende l’idea che si ha di se stessi o di una situazione o di una persona e la si mette nel “congelatore”.

Domanda: ti è mai capitato di aver lasciato il gelato così tanto da non riuscire ad affondare il cucchiaio?

Ecco, per tornare a “io sono così” è un’immagine di te che hai congelato e potrebbe essere dura da scalfire.

Sbloccare la possibilità del cambiamento

Dopo che ho pensato “sono così” ho già escluso ogni possibilità di cambiamento.

Anche se mi forzo a fare un passo in un’altra direzione, appena mi ricompare quel pensiero, ne faccio uno indietro (e forse anche due, tre, quattro, …).

Che cosa succede subito dopo? I fatti (passi indietro) confermano l’ipotesi iniziale: ogni tentativo mi riporta al punto di partenza, dunque “sono così”.

Insomma, dobbiamo scongelare un pochino quel pensiero, almeno quel tanto che ci consenta di introdurre nuove possibilità di essere.

Come si scongela un’idea?

Esistono tante strategie, esattamente come ognuno di noi ha il proprio metodo per velocizzare lo scongelamento del gelato. C’è chi si organizza e lo tira fuori 1 ora prima di servirlo, chi lo avvicina a fonti di calore, chi aggiunge liquidi (alcolici, caffè, …), chi esce a comprarselo fresco, chi gratta i riccioli, chi rinuncia e mangia qualcos’altro.

Io potrei essere anche…

Bene, di tutte le strategie possibili, mi piacciono quelle che stimolano anche la creatività.

Usiamo il binomio fantastico di Gianni Rodari, per esempio. Ti va?

Lasciamo intatto il pensiero principale (quello congelato, per intenderci) e accostiamolo a qualcos’altro, anche assurdo (male che vada, ci scapperà un sorriso che è sempre una bella cosa!).

Apro “Le città invisibili” di Italo Calvino, chiudo gli occhi, punto con il dito… Vediamo che cosa estraiamo (mi limito a 5, tanto per farti capire l’esercizio).

Ho trovato: “scommessa”, “fabbrica”, “scorgere”, “avvenire”, “mucchio”.

Ora proviamo ad accostarle:

“Io sono così E potrei essere anche una scommessa

(Beh, sì. Si può scommettere su se stessi e rischiare anche di vincere)

“Io sono così” E potrei essere anche una fabbrica

(nel senso di uno stabilimento che produce idee, prodotti, soluzioni, … Hummm…)

“Io sono così E potrei essere anche da scorgere

(Ipotesi affascinante. Quel “così” diventa una minima parte che occulta tutto il resto che è ancora da scoprire)

“Io sono così E potrei essere anche l’avvenire

(Vabbè, questa apre un universo!)

“Io sono così E potrei essere anche un mucchio

(Di tante altre qualità che a volte dimentico di possedere e di tirare fuori).

Ok, ora fai tu. Il concetto dovrebbe essere chiaro.

Mi auguro di averti ispirato qualcosa. Se ci sono riuscita, significa che la temperatura di questo post sta cominciando a sciogliere quel pensiero che sembrava immutabile.

E se qualcosa che sembrava immutabile, comincia a sembrare mutabile, malleabile, modellabile, allora hai appena trovato un obiettivo: “sono così e voglio essere anche…”

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