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Neo genitori alla conquista del rispetto del loro ruolo

Tempo di lettura: 3 minuti

C’è un momento in cui i neo genitori si rendono conto che devono ridefinire gli spazi (in senso lato) e far rispettare il loro nuovo ruolo.

neo genitori alla conquista dei propri spazi

La nascita di un bambino altera ogni equilibrio precedente fra la coppia e tutte le persone attorno.

Improvvisamente arriva un sovraccarico di pareri e consigli sulla gestione del nuovo arrivato, provenienti da:

  • professionisti

  • altri, già genitori

  • altri, non genitori

Questo flusso di informazioni genera spesso insicurezza sul da farsi. Non importa quanto ci si senta sicuri di sé. Si ha comunque una creatura fra le mani, è la prima volta, si vuole fare del proprio meglio, si ha la consapevolezza che ci sono errori che bisogna evitare accuratamente.

A questo si aggiunge la rabbia o la frustrazione o la delusione perché ci si accorge che non si ottiene rispetto o stima o non si viene considerati all’altezza del ruolo di genitore.

Benedetti consigli

Farei una prima distinzione fra:

  • consigli richiesti (ho un problema, reputo “x” una persona in grado di aiutarmi a risolverlo, chiedo a “x” un suggerimento, “x” mi consiglia)

  • consigli non richiesti (“y” mi vede in difficoltà (o presume che io lo sia) e mi consiglia senza che io abbia chiesto un suo parere)

Quale consiglio ha più probabilità di essere accettato?

Il primo, ovvio.

Anche se non è detto. Un “consiglio”, anche il più sensato, anche il più autorevole, si scontra sempre e comunque con il proprio modo di vedere le cose. Viene davvero accolto solo se viene anche messo in pratica.

Un problema di confini

Non tutte le persone hanno la capacità di saper calibrare la situazione e saper distinguere quando qualcuno ha bisogno di aiuto (anche se non lo chiede) da quando è in difficoltà ma sente di potercela fare comunque (e ha bisogno di tempo e spazio per riuscirci).

Sarebbe bello se tutti fossero così, ci risparmierebbe un sacco di fatica. Quando non si vive in una situazione così idilliaca bisogna necessariamente definire i nuovi confini.

Il primo passo deve farlo la coppia. Cambiando loro, anche gli altri devono adeguarsi.

I neo genitori non possono pretendere che vengano rispettati i loro spazi se loro stessi non li hanno ben chiari in mente oppure se sono disposti a cedere ad ogni eccezione.

Ci si mette a tavolino e, esattamente come si fa con un progetto di lavoro qualsiasi in cui si distribuiscono i compiti ad ogni membro del team, si stabilisce:

  • come si vuole che cresca il bambino

  • quali norme si reputano più opportune

  • quali sono i compiti di ogni persona che ruota attorno al bambino

(Fra parentesi, so già che nasceranno mille obiezioni del tipo: “non si può fare”, “figurati, con mia mamma!”, ecc…)

Il motivo è piuttosto semplice: anche questo articolo, anche se può interessare l’argomento, è pur sempre un consiglio “non richiesto”, cioè una situazione completamente diversa dalla mamma che invece mi ha contatto con l’obiettivo di creare un ambiente collaborativo).

Che cosa impedisce ai neo genitori di ridefinire i confini

Molti sono i fattori che rendono difficile per i neo genitori ridefinire i confini e godersi i propri spazi:

  • norme sociali forti, per es: “si è sempre fatto così!” (sfidarle richiede impegno, forza, coraggio)

  • ricatti morali (legati soprattutto al posto occupato dall’altro nell’albero genealogico)

  • sensi di colpa, legati alla propria storia personale

  • insicurezze individuali (che rendono complicato schierarsi, prendere posizione, imporre il proprio punto di vista, farsi rispettare)

  • il pensiero che la situazione sia così e non la si possa cambiare (questa convinzione mette la parola “fine” alla ricerca di ogni possibile soluzione e apre la strada alla rassegnazione allo stato attuale delle cose)

La leadership dei neo genitori

Eh sì. In fondo, gira che ti rigira, sempre lì si arriva.

Sia chiaro: sono convintissima che la maggior parte delle persone attorno ai neo genitori diano consigli in buona fede, anche quando non si rendono conto che il loro intervento sta generando involontariamente ulteriori insicurezze o attriti nella coppia.

Però una cosa va tenuta bene a mente: se non sono i neo genitori a condurre il gioco, lo faranno gli altri.

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