Cookie Policy Come evitare di farsi fregare dai dubbi e trasformarli in conoscenza?
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Come evitare di farsi fregare dai dubbi

Tempo di lettura: 3 minuti

Non c’è bisogno che ti spieghi che cosa sono i dubbi. Lo sai benissimo e conosci perfettamente i tuoi. L’indecisione costante o la difficoltà di decidere possono essere un loro effetto.

Quello che forse ignori è la loro funzione.

Già, perché siamo abituati a vederli in modo negativo. Chissà quando e chissà perché si è sparsa la voce che sono qualcosa di brutto, sconveniente, segni di debolezza

Credo che alla base ci sia un equivoco che associa la loro presenza all’insicurezza personale, ma è una correlazione che raramente è vera. Anzi, l’assenza del dubbio non è proprio un bel segnale.

Io preferisco il modo in cui li vede Alessandro Morandotti

“Il dubbio è il lievito della conoscenza.”

Saper ascoltare i propri dubbi

Ed è una definizione molto vicina ad un’altra di Howard Gardner in “Formae Mentis“, riguardante i “requisiti fondamentali di un’intelligenza“:

“A mio giudizio, una competenza intellettuale umana deve comportare un insieme di abilità di soluzione di problemi, consentendo all’individuo di risolvere genuini problemi o difficoltà in cui si sia imbattuto e, nel caso, di creare un prodotto efficace; inoltre deve comportare la capacità di trovare o creare problemi, preparando in tal modo il terreno all’acquisizione di nuova conoscenza“.

Questa è la funzione del dubbio!

L’avevi mai visto come la “capacità di trovare o creare problemi per preparare il terreno all’acquisizione di nuova conoscenza”?

Le reazioni più tipiche quando si manifestano i dubbi

Non mi piacciono le generalizzazioni, né le categorie. Eppure qualche volta bisogna usarle per riuscire a farci capire dall’altro.

A fronte di un dubbio che si palesa, mi pare di constatare che esistono questi tipi di reazioni:

Tipo di reazione

Vantaggi

Svantaggi

Mi blocco

Evito di fare sciocchezze.

Se non supero il blocco, non realizzo nulla.

Mi forzo (ignorando il dubbio)

Mi impegno a fare qualcosa. Anche se fosse sbagliata, ne ricavo comunque un feedback.

Rischio di commettere errori grossolani (gli stessi segnalati dal dubbio che ho ignorato e che avrei potuto anticipare o evitare).

Agisco tentennando

Qualcosa faccio. Magari un passo avanti e uno indietro, ma qualcosa produco. La lentezza di questo approccio consente delle correzioni nel breve periodo.

L’insicurezza viene percepita anche dall’esterno (con inevitabili ripercussioni sulle altre persone coinvolte). I tempi di realizzazione si allungano a causa delle azioni poco incisive.

Ecco, questa tabella dovrebbe farti capire il motivo del titolo di questo post: se si sceglie una di queste reazioni, ci si fa fregare comunque.

Una reazione più intelligente e utile

Sul momento, appena compaiono, i dubbi danno un bel po’ di fastidio. Vorresti agire, ma ti trattengono. Vorresti andare spedito e invece devi fare i conti con loro e arginarli o zittirli.

Hai mai pensato di ascoltarli?

Se ci sono è perché una parte di te ha individuato delle zone critiche nel tuo progetto. E sapere ascoltare ciò che il tuo dubbio vuole metterti in evidenza ne determina il successo o il fallimento.

Che cosa devi fare?

  1. prenditi il tempo per formulare il tuo dubbio, meglio ancora se lo fai in forma scritta: “ho il dubbio che/di…

  2. Evita di chiederti “perché hai quel dubbio”, non funziona. Piuttosto, chiediti: “per quale motivo ho il dubbio che/di…

  3. Una volta trovata la ragione del dubbio, passa alla ricerca della soluzione: “come posso…?

In questo modo, non solo non ti fai fregare dai tuoi dubbi, ma addirittura li trasformi in occasione di crescita.

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