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La giusta mappa mentale per la soluzione che stai cercando

Tempo di lettura: 3 minuti

Questo post parla di come usare una mappa mentale per cercare una soluzione (come si evince dal titolo, lo so). Per chi non le avesse ancora incontrate nel proprio percorso, prima di procedere con la lettura, può visitare il sito di Tony Buzan. Lì potrà capire che cosa sono, visionarne qualcuna, o scaricare il software (se vuole provare a giocarci un po’). Infine, dovesse scattare l’innamoramento per questo strumento, esiste anche il libro “Mappe mentali”, dello stesso autore.

La dinamica è piuttosto intuitiva: un argomento al centro e diramazioni tutto intorno (che possono a loro volta svilupparsi ancora, ancora, ancora, …). Il tutto corredato di colori, disegni, personalizzazioni di vario tipo (ne ho viste alcune che sono quasi delle opere d’arte).

L’importanza della parola chiave nella mappa mentale

Dice Gianni Rodari ne “La grammatica della fantasia”:

“Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie […] Non diversamente, una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.”

Prendiamo un esempio concreto per capirci meglio. La prima immagine che vedi è la mappa che ha fatto un ragazzo che ha l’obiettivo di avere una propria casa. Come avrai già notato, al centro c’è solo la parola “casa” e lui ha rappresentato tutto quello che gli è venuto in mente.

Poi mi manda un’email in cui mi scrive:

Coach! Non vedo la soluzione!”

Nemmeno io e probabilmente anche tu.

Mappa mentale
Parola chiave: “casa”

Mai sottovalutare le parole!

Si chiama “parola chiave” proprio perché è strategica, nel senso che “apre”, “sblocca”.

Esattamente come il sasso di cui parlava Rodari, la parola “casa” ha richiamato nella sua mente tutta una serie di collegamenti (a me altri e a te altri ancora). Ma così stiamo dimenticando un principio basilare: ogni parola chiave genera una propria mappa mentale.

Dunque, se stiamo usando questo strumento per cercare delle soluzioni dobbiamo identificare bene l’argomento. La precisione può essere faticosa ma fa sempre la differenza.

Cambiamento strategico

L’ho invitato a cambiare la parola chiave. Da semplicemente “casa” siamo passati a “come posso avere una casa tutta mia?

Mappe mentale
Frase chiave: “come posso avere una casa tutta mia?”

Ed ecco quello che è venuto fuori.

Vedi che è tutt’altra cosa?

Qui si sta spaziando su soluzioni diverse. Alcune sono poco probabili e non dipendono dalla sua volontà, è evidente. Ma lo scopo di questo strumento è anche quello di uscire dai percorsi mentali a cui siamo già abituati per usare la creatività e vedere possibilità che non avevamo mai tenuto in considerazione o per crearne di nuove attraverso collegamenti inediti.

Fra l’altro ogni ipotesi può essere sviluppata ulteriormente.

Questo ci consente di valutare ancora meglio la validità della soluzione e di confrontarla con le altre al fine di scegliere nel miglior modo possibile.

Riassumendo…

Se una mappa mentale non ti porta l’illuminazione che stavi aspettando, molto probabilmente il motivo risiede proprio nel modo in cui hai formulato l’argomento, nella scelta della “parola/frase chiave”.

Aggiungo un’altra precisazione: gli strumenti sono strumenti. Punto. Anche il più efficace produce risultati diversi a seconda della mente che l’utilizza.

Se quel ragazzo non mi avesse mandato la prima mappa, sarebbe rimasto con il problema irrisolto (e la sensazione di frustrazione per una situazione che pensava di non poter cambiare). Il confronto è la base di una mentalità vincente.

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