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Un sistema di sorveglianza efficace per raggiungere il tuo obiettivo

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Hai definito un obiettivo e stabilito dei risultati intermedi che ti aspetti di raggiungere. Hai preparato anche un piano d’azione e un sistema di sorveglianza cioè un modo per valutare lo stato di avanzamento dei lavori e, allo stesso tempo, per tenere alta l’attenzione tutt’intorno a te, ché se stai con la testa troppo china su ciò che devi fare, non ti accorgi che gli altri e le situazioni si muovono… Il rischio è che quando rialzi lo sguardo, caschi dal pero…

Sistema di sorveglianza
  • Come hai definito il sistema di sorveglianza?

  • Sulla base di quali parametri?

  • Con quali finalità?

  • Quali variabili tiene in considerazione?

  • Quali sensori sono attivati?

Vantaggi e svantaggi del sistema di sorveglianza

I vantaggi sono noti a tutti: puoi verificare se sei in linea con il tuo piano, eviti di perdere pezzi per strada, puoi avere dei dati su cui fare feedbackhai degli stimoli per tenere sempre alta la motivazione, puoi trarne delle valutazioni su cui fondare altre decisioni.

Gli svantaggi sono un po’ più nascosti.

E rispondono ad altre domande, che in pochi si pongono:

  • Sulla base di quali convinzioni hai costruito il sistema?

  • Quali variabili non stai tenendo in considerazione?

  • Chi/che cosa controlla l’efficacia del sistema stesso?

  • In che modo tiene in considerazione gli imprevisti?

Insomma, il ruolo della mente di chi sta progettando il sistema è basilare. Soprattutto quando è in gioco la variabile emotiva (e quindi anche le scelte dell’individuo),

“Può accadere che si finisca col misurare solo ciò che si vuole sapere, tralasciando ciò di cui non si vuole prendere coscienza.”

Da “Essere leader“, Daniel Goleman, Richard E. Boyatzis, Annie Mckee

È molto difficile costruire un sistema di sorveglianza davvero efficace.

Deve essere un radar sintonizzato su ciò che serve, eliminando i fattori di disturbo.

E proprio in questo sta la difficoltà: nel determinare che cosa è davvero “disturbo” e che cosa invece è “potenziale non ancora conosciuto.

“Lei ha camminato come se l’asfalto fosse stato privo di ghiaccio. Quando si cammina sul ghiaccio, la tendenza abituale è quella di avere i muscoli in tensione, prepararsi a cadere. Si ha un dato atteggiamento mentale. E così si cade”.

Da “La mia voce ti accompagnerà”, Milton Erickson

Un bell’esempio. Le informazioni sul ghiaccio, il fatto di vederlo, le esperienze già fatte fanno scattare l’allarme.

Non è diverso da altre strutture di controllo: i sistemi sensoriali raccolgono dei dati, una mente li organizza in funzione della finalità (protezione).

Attenzione però a non fare la fine di chi cammina sul ghiaccio, irrigidito dalle aspettative fallimentari.

Non costruire un sistema che conferma solo ciò che cerchi.

Attenzione, perché ciò che vedi e metti in relazione con ciò che sai, può essere un limite.

O, almeno, lascia decantare il sistema che hai costruito e poi rifallo “come se” non ne sapessi proprio nulla

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