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Sogno senza motivazione uguale nessuna azione messa in atto

Tempo di lettura: 3 minuti

Non sempre l’ispirazione conduce anche all’azione. Il vento delle illuminazioni può soffiare in qualsiasi momento, in qualsiasi direzione. Non importa quale mestiere fai, né quanti anni hai, né cosa realizzerai con ciò che ti sta portando. Ma senza motivazione, dove vai?

Sogno senza motivazione uguale nessuna azione messa in atto

Stai guardando un film e tac!

“Potrei…”

Stai leggendo un libro e tac!

“Ah! Sarebbe bello poter…”

Stai girovagando senza meta e tac!

“E se io…”

Stai ascoltando una canzone e tac!

“Dovrei…”

Un profumo improvviso e tac!

“Perché non…”

Basta un input per mettere in atto il sognatore che c’è in te.

La motivazione

Naturalmente, per passare all’azione ti serve una spinta. La benedetta motivazione, sì proprio lei. Quella spinta che ti fa alzare il culo dalla sedia per andare a realizzare quello che hai pensato. Quella forza che ti fa immaginare ciò che proverai quando il tuo sogno sarà diventato concreto e, dato che sono sensazioni piacevoli, ti attira a sé per permetterti di viverlo davvero.

Ma l’intensità della motivazione viene spesso diminuita dalla demotivazione.

E chi è che la fa scattare? Da dove nasce?

Molto spesso proprio da te.

È il critico killer che gira indisturbato nella tua mente, seminando dubbi sulla fattibilità di ciò che hai pensato senza fornirti nemmeno delle critiche costruttive. Demolisce e basta.

Qualche esempio, per capirci. Ti viene un’idea che potrebbe essere la soluzione ad un problema.

Motivazione per metterla in atto: porterebbe dei risultati che non hai ancora ottenuto, farebbe parlare di te (successo), ti risparmierebbe altri fastidi, sarebbe innovativa e ti distinguerebbe, …

Critico killer: non piacerà a nessuno! Ti prenderanno per matto! E se non funziona? Starai ancora peggio di adesso!  

Risultato?

Il nulla di fatto

Ed eccoti qui. La tua motivazione si è azzerata.

SOGNO – MOTIVAZIONE = NULLA DI FATTO

La tua voglia di cambiare si è scontrata contro il critico killer dentro di te (prepotente portavoce della tua zona di comfort) e ha perso.

Naturalmente, ci sono situazioni in cui può andar bene anche così. Ce ne sono altre in cui sarebbe importante uscire vincitori da questa battaglia.

Come passare all’azione?

Che differenza c’è fra chi realizza ciò che desidera e chi invece non ci riesce?

La discriminante è la capacità di gestire il proprio critico killer, dove per capacità di gestire intendo:

  1. individuare che cosa può esserti utile in mezzo a ciò che ti sta dicendo. Solo per fare un esempio, se ti dice “non piacerà a nessuno” il messaggio che potresti erroneamente recepire è che “sarà un buco nell’acqua”. In realtà ti sta facendo notare che potresti scontrarti con la cultura delle persone a cui proporrai la tua idea (il che, se ci pensi, è effettivamente un elemento da tenere in considerazione). Sì, lo so, ha modi contorti per dirlo… Poverino, nessuno gli ha insegnato ad esprimersi meglio!
  2. Invece di bloccarti come vorrebbe lui, ora puoi passare all’azione mettendo a frutto ciò che hai imparato dalle sue critiche (per stare sull’esempio precedente, fare un’analisi della cultura diffusa e delle abitudini delle persone al fine di trovare il modo migliore per far passare la tua idea).

Conclusione

Tutto questo per farti capire che non puoi passare all’azione finché non comprendi ciò che ti impedisce di agire. Anzi, molte volte si rimane “fermi” proprio perché c’è qualcosa in noi che ci sta mettendo in allerta. Solo che non riusciamo a capire che cos’è. Vediamo lo stallo ma non che cosa lo provoca.

È un po’ come se, dopo l’ispirazione ed il sogno, spuntasse anche un muro che ti impedisce di raggiungere quello che hai desiderato. Se ascolti passivamente il tuo critico killer, finisci con il credere che non lo supererai mai. E, infatti, ti fermi e non fai nulla.

Qualcuno potrebbe dirti che la soluzione è forzare sulle motivazioni, in modo da darti la spinta che ti serve.

Dopo una consolidata esperienza nel coaching, mi permetto di suggerirti di evitare. Rischieresti di sfracellarti contro il muro (non è carino, e fa pure male).

Se è davanti a te, c’è un motivo. Esiste forse un muro che sia stato creato senza uno scopo?

Devi capire qual è lo scopo del tuo muro, se vuoi trovare la motivazione per passare all’azione.


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