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La gestione dell'orgoglio!

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La gestione dell'orgoglio
La gestione dell’orgoglio

« L’orgoglio non ti condurrà da nessuna parte!»

Quante volte ti hanno ripetuto questa frase?

Probabilmente ti è stata detta così tante di quelle volte, che hai finito con il crederci per davvero.

Questo succede perché in molti percepiscono l’orgoglio come un’arma pericolosa, che rischia di accrescere in modo ingiustificato l’eccessiva stima di sé e quindi rende difficile l’interazione con altri individui e, in senso più ampio, complica la vita.

La verità che gli altri si rifiutano di vedere, o forse non vogliono ammettere, è che l’orgoglio ti distingue: l’orgoglio ti rende fiero delle cose che fai e palesa una forza di volontà difficilmente riscontrabile in giro.

Per questo motivo hai deciso di fare dell’orgoglio un tuo valore indispensabile.

Pensa a tutte le volte in cui sei mostrato fermo nelle tue decisioni, hai mantenuto la posizione ed hai avuto ragione nel farlo. Pensa a tutte le volte in cui la testardaggine ti ha condotto ad operare la decisione giusta ed hai provato una soddisfazione immensa.

Certo non son sempre tutte rose e fiori, soprattutto quando chi ti sta vicino proprio non comprende il senso delle tue scelte e le definisce controproducenti. Vieni chiamato all’ordine, solo che tu continui ad essere sordo a quei richiami e fili diritto per la tua strada, rifiutando qualsiasi tipo di aiuto ti venga offerto.

Questo tuo atteggiamento spesso viene anche frainteso, al punto da essere giudicato una persona crudele, spietata, che non si cura dell’interesse altrui e dalla quale forse è meglio allontanarsi. Per scongiurare il pericolo della solitudine decidi di correre ai ripari; prendi il tuo orgoglio e lo metti da parte, lo reprimi.

Inizialmente le cose sembrano andare anche piuttosto bene: tornano gli “amici”, tornano le uscite, tornano le bighellonate, torna il “benessere”.

Benessere per chi?

Per gli altri forse, non certo per te. Avverti che qualcosa sta andando per il verso sbagliato. Hai l’impressione di perdere tempo prezioso, di sacrificare qualcosa di estremamente importante: è il campanello di allarme che ti segnala l’allontanamento da una parte fondamentale di te. Hai la sensazione di essere avvolto dalla mediocrità e di svendere il tuo talento.

A quel punto il tuo orgoglio esce di nuovo fuori, ma nella forma sbagliata poiché urli, sbotti, alzi la voce in modo violento e di nuovo “amici e benessere” si allontanano da te.

Allora ti guardi allo specchio, fai il punto della situazione e cominci a prendertela con te stesso, dicendo:

« Maledetto me e il mio orgoglio! »

Sicuro che sia davvero l’orgoglio il tuo problema?

Se ci fosse un coach lì con te, un coach come Paola Fantini (per citare un nome a caso), probabilmente ti porrebbe questa domanda:

« Sicuro che quegli eventi negativi non siano in realtà i sintomi dovuti ad un altro problema

Quale problema? Semplice, hai rinunciato ad uno dei tuoi valori più importanti. Reprimendo l’orgoglio, non hai fatto altro che rinnegare la tua motivazione più forte, di cui hai estremamente bisogno per realizzare il tuo obiettivo.

Senza spinta, c’è lo stallo.

E siccome il tuo orgoglio era collegato ad altri valori, ecco a cos’altro hai dovuto rinunciare:

  • Miglioramento di te stesso

  • Autonomia di pensiero

  • Sicurezza

  • Forza

  • Dignità

  • Soddisfazione

Come potrai raggiungere il benessere, per te e per gli altri, senza il sostegno dei tuoi valori?

Dunque non reprimere l’orgoglio, anzi soddisfalo. Usalo a tuo vantaggio poiché oltre ad essere una componente fondamentale del tuo carattere a cui non puoi proprio rinunciare, si dimostra un valore necessario per raggiungere il successo. Somministralo in modo intelligente, e abbi sempre la consapevolezza delle ripercussioni che questo può avere, sia in positivo che in negativo.

L’orgoglio infatti ti conferisce autorevolezza e credibilità facendoti apparire sicuro agli occhi dei tuoi osservatori; inoltre ti consente di essere refrattario nei riguardi di sciocchezze o distrazioni che potrebbero distogliere l’attenzione dal conseguimento dell’obiettivo e minare il tuo successo.

Di contro, quando ti accorgi che attraverso l’ostinata e sterile difesa delle tue ragioni rischi di difendere i tuoi errori solo per amor proprio, allora in quel caso è meglio allentare la presa. C’è il pericolo che in questo modo, oltre ad allontanare le persone a te care, perdi ulteriormente di vista il tuo punto di arrivo, l’obiettivo da raggiungere. Soprattutto, ascolta i consigli di chi ne sa più di te, impara a chiedere aiuto quando ne hai bisogno e se lungo il tuo cammino qualcuno te lo offre, per piacere non rifiutarlo. Il rifiuto di un aiuto importante non è indice di orgoglio: è sinonimo di stupidità.

Insomma, il segreto è la gestione della tua risorsa!

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