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Perché ti porti il lavoro arretrato a casa e non lo fai?

Tempo di lettura: 2 minuti

Perché ti porti il lavoro arretrato a casa e non lo fai?

E se fosse una (pessima) abitudine che hai instaurato, magari senza neppure accorgertene?

Lavoro arretrato portato a casa

Vediamo una settimana “tipo”. Lunedì. Si ricomincia. Ritorni a lavoro. Arretrati su arretrati, scadenze da rispettare, clienti da incontrare, problemi da risolvere. Tutta una serie di vincoli che ti obbligano. Non puoi fare diversamente perché ci sono in gioco anche altre persone.

Venerdì. Non tutto è stato portato a termine. Ti riprometti di sbrigarlo nel fine settimana, così non si accumula. La libera professione può metterti di fronte anche a queste scelte, lo sai.

Sabato mattina. Fine dei vincoli esterni. I buoni propositi cadono ad ogni distrazione, ma non riesci nemmeno a prenderti le tue soddisfazioni. Non ti riposi perché dovresti lavorare; non lavori perché dovresti riposarti o divertirti.

Inevitabile ricominci la nuova settimana, con quella sensazione di insoddisfazione per aver sprecato del tempo. Qualsiasi cosa tu stia facendo, la testa va sempre altrove: a quello che vorresti fare o che dovresti fare…

Da quanto tempo va avanti così…?

Ormai hai fatto abitudine al lavoro arretrato portato a casa.

Quanto puoi resistere ancora? Dipende… Potresti farci il callo a questa routine, ma potresti anche renderti conto che ti sta togliendo l’entusiasmo per la tua professione e, come se non bastasse, sta rovinando la tua vita privata. Che cosa accadrebbe se questo venerdì, prima di chiudere l’ufficio, nel momento stesso in cui pensi:

“Questo weekend devo finire assolutamente questo lavoro!”

Ti chiedessi anche:

È un obiettivo ecologico?

“Ecologico”?

Sì, “ecologico”! Anche gli obiettivi devono rispettare il tuo ambiente, quello “vitale”, che è fatto di tutti i settori della tua vita (lavoro, tempo libero, famiglia, benessere, finanze, …)

In questo caso, è piuttosto evidente che il tuo obiettivo professionale non è ecologico. Se decidi di fare a casa del lavoro che avresti dovuto fare in ufficio, stai rispettando gli altri settori? No! Staiinquinando la famiglia (che subisce la tua decisione e magari anche la tua frustrazione) e stai utilizzando il tempo che dovresti dedicare al riposo e al divertimento!

Non ti stupire se ti scatta il rifiuto per quello che ti eri ripromesso di fare e non lo fai: è una sorta di salvaguardia dei tuoi ambienti “famiglia” e “tempo libero”.

E allora? Che si fa?

La consapevolezza è sempre un aspetto basilare.

Un obiettivo può “non essere ecologico” e comunque importante. Sapere quali “danni” può fare non deve diventare un pretesto per rinunciare, quanto piuttosto uno stimolo per trovare le soluzioni necessarie. Diciamo che devi trovare dei “filtri” per ridurre le emissioni.

Ma se quel lavoro arretrato fosse davvero importante, lo porteresti a termine… Questo è il vero campanello d’allarme! Se tutte le settimane la storia si ripete, se evitare di farlo non cambia nulla nella tua professione o comunque riesci a compensare, allora significa che è un falso obiettivo… Significa che c’è qualcos’altro che non gira come vorresti…

E quindi? Bisognerebbe prendere quel segnale e capire che cosa cerca di farti vedere. Nel frattempo, mentre ne cerchi le cause, un progresso l’abbiamo comunque fatto: venerdì lascerai il lavoro dove deve stare, farai una scelta ecologica e ti godrai il weekend!

 

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