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Come ottenere sostegno quando gli altri hanno sfiducia nelle tue capacità

Tempo di lettura: 2 minuti

Capita che le persone più vicine a te siano anche le stesse che ti danno meno sostegno nelle tue scelte. Oppure che siano le prime ad avere sfiducia nelle tue capacità.

Ottenere il sostegno

Fa male. Inutile negare.

“Comunque può dire quello che vuole… A me non interessa!

“Sì? Strano perché eravamo partiti proprio dal fatto che c’eri rimasto male perché non credono che tu possa farcela…”

Si può mentire agli altri, ma non a se stessi.

“Ok. È vero. Mi sento giudicato. Come fanno a sapere che non ne sono in grado? Non sanno niente della fatica e dell’impegno che ci sto mettendo…”

“Pensi che lo facciano in cattiva fede?”

“No… Credo sia il loro modo di dirmi che sono preoccupati per me… Solo che potrebbero anche trovare un altro modo, no? C’è bisogno di demoralizzarmi così?”

Quella che lui desidera è una “sponsorship” positiva. No, non nel senso commerciale a cui siamo abituati, ma come lo intendevano i latini: l’impegno di sostenere il benessere di una persona. Solo che non tutti ne sono capaci. E così ci sono persone che crescono nell’assenza di sponsorship e chi addirittura in presenza di sponsorship negativa. Gli effetti? Quasi sempre negativi e si manifestano nelle convinzioni relative al proprio senso di identità o alla propria autostima. Ma anche a questo si può rimediare con un buon lavoro su se stessi.

Perché non ho il loro sostegno?

Per tornare a lui, non può cambiare il modo in cui si comportano gli altri. Ma possiamo comunque fare qualcosa: possiamo cambiare il modo in cui lui reagisce ai loro comportamenti.

“Che cosa sanno del tuo progetto?”

“Non molto. Un po’ perché non volevo illuderli, un po’ perché volevo far loro una sorpresa…”

La nostra mente ha la pessima abitudine di “colmare i vuoti informativi“: quando non sa una cosa, la deduce con gli strumenti che ha disposizione… E siccome di Sherlock Holmes ce n’è uno solo… L’errore è dietro l’angolo! Ecco spiegato perché esistono così tante persone inutilmente in ansia per qualcun altro.

“Che idea pensi si siano fatti?”

“Che sono un ottimista sprovveduto”.

Appunto. In assenza di informazioni da parte sua, gli altri hanno dedotto sulla base di ciò che hanno sempre saputo sul suo conto, in base alla loro cultura, in base al loro modo di vedere, …

“Che cosa succederebbe se prima tu scoprissi quali sono i loro dubbi… E poi ribattessi loro mostrando il tuo progetto, il tuo piano d’azione e soffermandoti sugli aspetti che eliminano le loro preoccupazioni…?”

“Credo che non avrebbero più sfiducia… Potrei addirittura ottenere il loro sostegno e la loro collaborazione… Mi hai fatto vedere tutto da una prospettiva diversa anche questa volta, coach!”

“Ecco, tienilo a mente. Perché sono certa che fra poco tempo comincerò ad essere orgogliosa dei tuoi progressi e ti dirò: ti ricordi com’eri prima del coaching?

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