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Perché i buoni propositi non funzionano e si ripropongono ogni anno?

Tempo di lettura: 3 minuti

Buoni propositi. Qualcuno li evita accuratamente, qualcun altro ne abusa abbondantemente.

Prometto che da domani io…

Una cosa è certa. Non funzionano quasi mai. Perché?

Diceva Francesco Domenico Guerrazzi:

“Agli uomini in generale manca la costanza nei propositi, e ciò fa sì che le loro imprese quasi sempre rovinino. Il difetto di costanza si manifesta in due maniere, o col mutare disegno appena scelto o col mancare di coraggio alle prime contrarietà.”

I buoni propositi sono la re-azione emotiva ad un particolare momento. Una risposta impulsiva che non ha nulla a che vedere con la determinazione di realizzare un reale cambiamento.

Si fa un bilancio, si tirano le somme e ci si dice “basta!“. Oppure si vede qualcosa e lo si desidera. Ma poi raramente si passa ai fatti (oppure lo si fa per i primi giorni e poi si abbandona).

Io non ho nulla contro i buoni propositi, sia chiaro. Ciò che conta, è vederli onestamente, per quelli che sono.

Perché i buoni propositi non funzionano

Guai a restare delusi se i buoni propositi non si realizzano

Bisogna anche essere onesti con se stessi, no? Se non ci tengo davvero… Beh! Che c’è di male? Ci provo, non mi impegno più di tanto, ma con la consapevolezza che non era mica così importante… In questo caso, un buon proposito è più un’esplorazione in una terra nuova, con la libertà di tornare sempre indietro.

Altro discorso invece per i cambiamenti importanti. Ci sono obiettivi che possono cambiare la direzione della propria vita. E allora è meglio valutare bene se ne vale la pena, quali risultati porterà, quanto impegno sarà necessario, a che cosa bisognerà rinunciare per realizzarlo, …

Capisco le persone che vivono con paura questi momenti.

Decidere di attuare un cambiamento significa mettersi in gioco. Si possono rischiare molte cose: la propria autostima, sentirsi inadeguati, sbagliare, … Ma tutti questi timori possono essere superati con un ragionamento anche un po’ banale: ci vuole un certo allenamento ai cambiamenti.

Se ci si butta su cose troppo grandi, si rischia davvero grosso. Tutte le persone consapevoli vanno per gradi, in base alle proprie capacità del momento e cercando comunque di alzare un po’ il tiro.

Lo stretching del cambiamento

Allenati con un obiettivo piccolo, realizzalo, prendi fiducia in te, e poi chiediti uno sforzo maggiore e passa ad un altro.

Ma non prenderti in giro con i buoni propositi. Non prometterti di fare qualcosa sull’onda emotiva del momento per poi rinunciare subito dopo o non iniziare nemmeno.

Decidi cosa vuoi DAVVERO, con tutto il cuore e tutta l’anima.

Definisci il tuo percorso, i passi necessari per far tuo quell’obiettivo.

Metti in pratica tutti quei passaggi, uno dopo l’altro con costanza e determinazione.

Fai feedback regolarmente.

Se ci hai già provato in passato e non ce l’hai fatta, allora significa che hai bisogno di confrontarti con persone che ti sappiano far vedere altri punti di vista.

Molti percorsi di coaching sono iniziati proprio con questa frase:

“Ci provo da molto tempo, ma non ce l’ho ancora fatta a…”

Abbandona la via dei buoni propositi e intraprendi la via degli obiettivi conquistati! Solo così avrai una vita piena di soddisfazioni!


Se ti interessa l’argomento puoi leggere anche l’articolo uscito su ViverSani e belli con la mia consulenza.


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