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La certezza della precarietà

Tempo di lettura: 2 minuti

C’è questo bisogno di punti fermi, l’esatto contrario della precarietà.

Coaching Flessibilità certezza precarietà
La flessibilità non si improvvisa. Va imparata, esercitata, allenata

C’è questo bisogno di un qualcosa (o qualcuno) che ti rassicuri sul fatto che c’è oggi e ci sarà anche domani e domani l’altro, e l’altro ancora.

Già. Ma la vita non ti dà sempre quello che ti servirebbe in quel momento.

Sarà per questo che la certezza più diffusa di questi tempi sembra essere la “precarietà”.

C’è chi sbandiera la soluzione:

“bisogna essere flessibili!”

È un pensiero che condivido, ma c’è un “ma” importante…

Le persone non diventano “flessibili” solo perché viene detto loro di esserlo. La flessibilità, corporea o mentale, va imparata, esercitata e allenata.

Invece sei dentro ad un sistema che dà per scontato questo presupposto importante.

Fino a ieri, eri a sedere fra il pubblico… E improvvisamente ti viene chiesto di alzarti e di andare a fare il numero di equilibrismo. Ed eccoti, al centro dell’attenzione, senza sapere da che parte cominciare.

Non ti hanno insegnato ad essere flessibile, però te lo chiedono.

Che cosa vuoi fare per contrastare la precarietà?

Passare il tempo a lamentarti? Cambierà qualcosa? Starai meglio?

Io ho un’altra certezza: le persone hanno risorse potenzialmente infinite. E me lo dimostrano continuamente, sessione dopo sessione, traguardo dopo traguardo.

Anche se non ti è stato insegnato qualcosa, in ogni momento, se vuoi, puoi imparare.

Fino a ieri potevi pensare che l’unica via per il tuo benessere fosse solo una, la “A”. Ma, con le giuste indicazioni e un po’ di allenamento, puoi imparare a vedere anche “B”, “C”, “D”, “E”, …

Anche questa è flessibilità.

Così come lo è imparare a trasformare gli svantaggi, in modo che diventino vantaggi.

Perché… Ehi! Flessibilità è anche ridurre i tempi. Fra il dolore della caduta e il rimetterti in piedi. O fra lo spiazzamento perché ti senti impreparato e l’istante in cui cominci comunque a fare del tuo meglio.

E attraverso questo percorso che non hai chiesto, ma che devi comunque affrontare, puoi scoprire la certezza che non riuscivi a vedere, quella che ti accompagnerà qualsiasi cosa ti accada:

l’antidoto alla precarietà è la tua capacità di imparare.

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