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Prima le persone poi i numeri

Tempo di lettura: 2 minuti

Numeri o persone

I social network sono indubbiamente un ottimo strumento per raggiungere molte persone.

Insieme al fiorire dell’interesse verso questi nuovi mezzi, sono nati parallelamente anche tutta una serie di strategie e di strumenti per sfruttarli al meglio.

Io, da pura utilizzatrice, seguo spesso le indicazioni degli esperti.

Proprio ieri ho sperimentato un nuovo strumento per Twitter.

“Potresti seguire…”

Si, me lo ricordo! L’ho già seguito! E’ vero, ha più di 100.000 followers… Ci ho provato, giuro… Ma non mi trasmetteva niente…

“Potresti smettere di seguire…”

Al primo nome che mi segnala, sobbalzo: “Perché? Si, è vero… Scrive poco, ma quando scrive ha tutti argomenti molto interessanti…” Il secondo nome, presumo mi venga segnalato perché non mi segue a sua volta… Embè? A me interessa quello che dice! Mi aiuta a crescere! L’altro ha perso followers? Hummm… Dove c’è perdita, c’è malessere. Dove c’è malessere, c’è necessità. Dunque, no. Dal mio punto di vista, non ha senso smettere di ascoltarlo.

Posso seguire le strategie indicate e posso crederci che aumentino i miei followers.

Da coach, sono abituata a ragionare per obiettivi.  Il mio obiettivo può essere aumentare i followers. Ma siamo sicuri che un numero maggiore equivalga ad una maggiore attenzione per quello che voglio comunicare?  Sono i numeri che portano le persone o sono le persone che portano i numeri?

Un giorno mi è arrivata una mail che mi proponeva di vendere i miei amici su Facebook… L’ho riletta 3 volte per esserne certa. La fonte era attendibile, non era il solito spam. Il mittente aveva previsto tutto e mi dava già indicazioni…

Sono rimasta sbigottita, ma pare che la compravendita di “numeri” sia piuttosto frequente.

Domanda: a cosa serve la corsa ai numeri se non “ascolto” le persone dietro ai numeri?
Su Twitter è pieno di politici con un ampio seguito che non replicano mai (o quasi). Se seguissero le indicazioni dei loro elettori, se ascoltassero il loro malcontento, avrebbero dei programmi elettorali di sicura efficacia. Eppure…

Che si chiamino followers o amici o amiche o in qualsiasi altro modo… Quei numeri, sono persone.
Con gusti, interessi, dolori, passioni, delusioni, innamoramenti… Non sempre hanno voglia di manifestarsi, ma non significa che non ti stiano tenendo d’occhio…

Il mio invito? Usare dei tools molto potenti, in qualsiasi relazione:

  • Sgombrare la propria mente dai preconcetti,

  • dare valore anche al silenzio (che è sempre sintomatico),

  • porre attenzione alle parole e non banalizzarle.

Come dice Isama Haga:

I nostri clienti ci osservano da vicino. Ogni giorno non dobbiamo fare altro che ascoltarli con la massima attenzione e rispetto,  ricordandoci che per ogni parere espresso ci sono innumerevoli clienti che la pensano nello stesso modo e non ce lo dicono”

Prima le persone, poi i numeri.

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