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Lo stupore di non riconoscerti più

Tempo di lettura: 2 minuti

Alla fine, ti è rimasto solo lo stupore di non riuscire a riconoscerti più.

Lo stupore di non riconoscersi più

A te, come a tanti altri prima.

Quello sguardo incredulo su una nuova te stessa, che non pensavi potesse davvero esistere.

Prima c’era la paura.

Di sbagliare, di non riuscire a far bene ciò che desideravi, di non essere all’altezza di qualsiasi cosa ti venisse affidata, di rivedere in te stessa gli stessi errori che avevano fatto altri (e da cui ti eri fatta involontariamente condizionare).

E c’era quella frase che ti ronzava in testa, che ti faceva pesare qualsiasi cosa, che ti faceva scattare quelle sensazioni nel corpo che conoscevi fin troppo bene.  E non ti piacevano.  Anzi, le detestavi proprio.

Ma c’era anche l’idea che tu non ci potessi far nulla.

Eri così. Punto. Nessuno stupore a riguardo.

Tutta la tua vita dimostrava che non c’era possibilità di cambiare.  Anzi, piuttosto era una conferma continua.

Eppure, c’era quella voglia che ogni tanto si affacciava.  Quel desiderio di poter vivere diversamente.  Di poter far meglio quello in cui ti stavi impegnando.  Quel guardare qualcuno che sembrava avere la bacchetta magica, qualsiasi cosa facesse.

Ti hanno parlato di me. Francamente, credo che tu abbia iniziato il percorso con una certa diffidenza, come capita spesso.  Un po’ perché del coaching in Italia si sa pochissimo (e quel che si sa non è nemmeno sempre corretto).  Un po’ perché si tenta un nuovo approccio perché i precedenti non hanno funzionato.  Si parte già con le aspettative basse, tanto per non restare delusi.

Avevi affrontato tutta la vita come se avessi sulle spalle un pesantissimo zaino.  Spostarti era difficile e faticoso.  Lo era anche fare qualsiasi movimento. Ogni decisione era condizionata da quel peso, che non potevi ignorare.

Come potevi pensare che sarebbe stato così efficace? Come potevi pensare che ti saresti sentita così fiera di te? Come potevi pensare che la tua stessa mente potesse fornirti nuovi modi di affrontare la vita, che ti sembravano così estranei da te? Come potevi pensare che, d’improvviso, tu stessa potevi guidare i tuoi pensieri, invece di subirli?

Non potevi.

Ecco perché ti è rimasto solo lo stupore, ecco perché non riuscivi più a riconoscerti.

E hai fatto tutto tu.  Io ti ho solo aiutata a togliere lo zaino e a lasciarlo per terra, lì dove non ti darà più fastidio.

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