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La paura che protegge e la paura che blocca

Tempo di lettura: 2 minuti

La paura che protegge: stai per attraversare la strada. Guardi a destra. Tutto ok. Ti volti a sinistra. L’auto avanza velocemente. Troppo velocemente.  Stavi già facendo il primo passo, ma ritrai subito indietro la gamba.

Questo è un buon esempio del modo positivo in cui può agire la paura. Per proteggere la vita. Ce l’hanno trasmessa i nostri avi, fa parte di quelle funzioni istintive che ci permettono di sopravvivere.

La paura che blocca

La gabbia della paura

Stai attraversando un momento difficile. Vorresti fare dei cambiamenti, sai che sono importanti. Eppure non ci riesci. Aspetti. Rimandi.

Questo è un buon esempio, invece, del modo negativo in cui può funzionare la paura.

Bloccando l’iniziativa, mettendo dei limiti alle tue possibilità di riuscita, trattenendoti in condizioni di vita che non ti piacciono/non ti soddisfano, alzando l’asticella della rinuncia.

Questo genere di paura deve essere controllata e direzionata.

Non dico eliminata, perché c’è sempre un’intenzione positiva. Magari, ancora una volta, potrebbe essere un fine protettivo. Dalla delusione, per esempio.

Molti coachee con cui lavoro mi confidano che, prima di decidere di mettersi in gioco, la loro principale paura era quella di veder fallire il loro tentativo di cambiamento.

È comprensibile, no?

Il nostro eroe di tutti i giorni prova a cambiare qualcosa. Si impegna.

E se non ci riesce? Se rimane deluso da se stesso? Se ha attorno delle persone che non aspettavano altro che vederlo sbagliare?

Meglio star fermi.

La conclusione sbagliata

Se arrivi a questa conclusione, ha vinto la paura.  Quella negativa, però.

Hai visto quanta forza ha la paura?

Non è incredibile come una parola riesca a scatenare tutta una serie di altre collegate?

Non è stupefacente come questi pensieri tendano quasi sempre a peggiorare ancora di più quello che li ha scatenati?

Non è pazzesca tutta la sequenza di reazioni psico-somatiche?

E non è infinitamente variegata la casistica di negatività che la paura riesce a proporre al tuo cervello, pur di convincerti a desistere?

Il coaching e gli strumenti per superare la paura

Ieri, mentre ero in sessione con una coachee, mi sono resa conto che era come intrappolata nella sua stessa gabbia. L’aveva costruita lei stessa con le sue convinzioni e non riusciva più ad uscirne.

Per fortuna, c’era qualcosa di molto attraente che la stava chiamando. Un sogno che le stava dicendo che era ora di aprire quella gabbia. Una motivazione che l’ha convinta a superare le sue resistenze e a contattarmi.

Ora, quella stessa forza, non servirà più a trattenerla, ma a sorreggerla.

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