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Siamo sempre protagonisti della nostra vita anche quando lo dimentichiamo.

Tempo di lettura: 2 minuti

Chissà se hai riflettuto anche tu sul fatto che possiamo scegliere se essere spettatori o protagonisti della nostra vita.

Protagonisti o spettatori

L’altro giorno ho letto una frase che mi ha incupito:

“Rimanere così, sperando sempre che qualcosa cambi e senza far niente per cambiare”.

Ho immaginato quella persona seduta, ad aspettare. Come se stesse guardando uno spettacolo, senza rendersi conto che assisteva alla sua stessa vita.

Non abbiamo tutti l’ambizione di essere protagonisti, di raggiungere i vertici. Non dobbiamo diventare tutti dei Michael Jordan del basket, né gli Albert Einstein della scienza. Capisco e rispetto queste scelte.

Però bisogna stare attenti a cosa si delega e a chi.

Cosa intendo?

Si delega ciò che può essere fatto da qualcun altro. Lo si fa perché quella persona (che abbiamo scelto) può fare quella cosa meglio di come faremmo noi. Oppure perché noi stessi dobbiamo dedicarci ad altre funzioni, prioritarie.

Quella frase, invece, è una delega in bianco della propria vita.

Come sai che le cose cambieranno positivamente?

E se cambiassero negativamente?

Chi approfitterà della delega che gli hai dato? E in che modo?

Come ti tratterà?

Che cosa ti fa pensare che sia meglio aspettare, invece di intervenire per cambiare ciò che non ti piace?

Siamo sempre protagonisti della nostra vita, anche quando ce ne dimentichiamo.

Non l’abbiamo chiesta, ma ce l’abbiamo. Ci appartiene. Possiamo decidere di farne ciò che crediamo. Qualcuno decide di sprecarla, qualcun’altro di farne il meglio che può.

Un po’ capisco la persona che ha scritto quella frase. Ci stanno abituando a leggere storie molto belle, che rimangono esperienze così eclatanti da farci sentire troppo inadeguati per poter competere. Allo stesso tempo, ci propongono altri modelli negativi che non fanno nulla di eccezionale, eppure, malgrado questo, acquistano popolarità. Confesso che, certe volte, capisco chi si dice:

“ma chi me lo fa fare?”

Studiare, confrontarsi, sfidare gli oppositori, superare le difficoltà, scontrarsi, affrontare il brutto della vita.

Vivere è un duro mestiere. Ma è anche un bel gioco.

C’è un momento in cui cambia tutto. Ed è quando si vive con l’intenzione di vivere.

Solo allora si può apprezzare il bello che prima non si vedeva.

Solo quando si decide di bruciare di passione per la propria stessa vita, si riesce anche a vedere i propri errori come esperienze di cui essere orgogliosi.

Forse quella persona ha deciso di aspettare perché si è sentita sopraffatta. Forse ha pensato che non ne valesse la pena. Che tutto fosse troppo complicato, che cambiare qualcosa volesse dire affrontare delle persone e delle situazioni che potevano essere troppo dolorose. Forse aveva bisogno di qualcuno che la sostenesse e non l’ha trovato.

Sicuramente dovrebbe chiedere aiuto.

Un passo alla volta, una piccola parte e poi, via via, ruoli sempre più importanti man mano che acquista fiducia in sé.


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