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Spoon River e l’esperienza soggettiva

Tempo di lettura: 3 minuti
Aperitivo culturale
Aperitivo culturale

È stato durante un aperitivo con la mia amica Laura che ho collegato l’Antologia di Spoon River con la PNL e l’esperienza soggettiva. Ma andiamo con ordine.

Stavamo parlando dell’influenza che le opinioni esterne hanno sui comportamenti delle persone (e io avevo collegato subito la novella del vecchio, del bambino e dell’asino).

Laura mi ha citato l’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters (che, fra l’altro, mi aveva regalato lei e di cui le sono sempre stata molto grata).

Ricordava perfettamente un brano (decisamente appropriato):

È come la gente vede il furto della mela che fa il ragazzo ladro.

(Se avete voglia di approfondire, leggetevi “Aner Clute“)

Siccome non ho una memoria buona come quella di Laura, io ho dovuto rileggere l’antologia per cercare il pezzo che mi aveva suggerito. E durante la ricerca, ne ho ritrovato un altro molto bello… E mi sono detta:

“perché non utilizzarlo per spiegare qualcosa di più sulla PNL?”

Stando ai manuali, viene definita come lo studio dell’esperienza soggettiva (purtroppo in questo momento non posso vedere i vostri visi e capire che effetto vi ha fatto questa frase. Per quanto mi riguarda, le prime volte che la leggevo, francamente, non mi sembrava che chiarisse nulla. Poi, studiando e mettendo insieme tutti i pezzi, il puzzle si è completato e ora so che la definizione è perfetta proprio così).

Che cosa c’entra tutto questo con l’ “Antologia di Spoon River”, il coaching e la PNL?

Leggete e capirete…

Che cosa vedi adesso? / Globi rossi, gialli, viola.

Un momento! E adesso? / Mio padre, mia madre e le mie sorelle.

Bene! E adesso? / Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.

Prova queste. / Un campo di grano – una città.

Molto bene! E adesso? / Molte donne con occhi chiari e labbra aperte.

Prova queste. /Solo una coppa su un tavolo.

Oh, capisco! Prova queste lenti!/ Solo uno spazio aperto – non vedo niente in particolare.

Bene, adesso! Pini, un lago, un cielo estivo. / Così va meglio. E adesso?

Un libro. Leggimene una pagina. / Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.

Prova queste. / Abissi d’aria.

Eccellente! E adesso? / Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.

Molto bene, faremo gli occhiali così.

Dedica Laura
Era il lontano 1995

Si intitola “L’Ottico” e, fra l’altro, ne ha fatto una splendida canzone anche Fabrizio De Andrè

I nostri valori, la nostra cultura, le nostre convinzioni sono dei filtri attraverso cui interpretiamo ciò che i nostri sensi percepiscono. Eccola la nostra “esperienza soggettiva“.

Ogni tanto, cambiate le vostre lenti… Potreste scoprire un mondo migliore di come siete abituati a percepirlo…

Questa è la dedica che Laura mi aveva scritto nel lontano 1995… Non ero ancora coach, e ricordo che addirittura pensavo che si sbagliasse… Ma all’epoca avevo altre lenti sui miei occhi

Ora aiuto gli altri a prenderne consapevolezza e anche Spoon River mi mette in luce un’esperienza soggettiva totalmente diversa da quella che ricordavo


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