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La zona di comfort e le abitudine negative che puoi abbandonare

Tempo di lettura: 2 minuti

Com’è difficile riconoscere la propria zona di comfort e le abitudine negative che ci imbrigliano…

“Voglio uscire da questa situazione!

I miei genitori mi dicono in continuazione che sbaglio!

Non ne posso più!”

La zona di comfort e le abitudini dannose

Mentre ne parliamo, mi informa che gli hanno prestato dei soldi. Glieli restituirà quando potrà. Non c’è niente di male, apparentemente.

“Non pensi che sarebbe meglio fare un piano di rientro anche per ciò che devi ai tuoi genitori e cominciare a rispettarlo?”

“Ma con loro faccio sempre in tempo, coach… E poi prima devo pagare i fornitori… E questo mese c’è anche l’IVA…”

Mentre lo ascolto accampare tutte le scuse che gli vengono in mente, so che sono di fronte alla sua zona di comfort: quella condizione che conosce bene, dove tutto va esattamente come si aspetta (nel bene e nel male).

È un microcosmo costituito dalle sue relazioni, dalle sue abitudini, dalle sue convinzioni.

Tutti abbiamo una zona di comfort. A volte è quel lavoro che non piace, ma in fondo dà un reddito e di questi tempi cambiare potrebbe essere rischioso. Altre volte sono quei kg di troppo che però non sono poi così esagerati e dimagrire costa fatica ed impegno. Oppure quelle relazioni poco stimolanti, ma perderle sarebbe peggio e cercarne delle nuove potrebbe comportare un fallimento.

Bisogna averne consapevolezza e decidere: accettarne i benefici attuali oppure smettere di accontentarsi e uscirne?

“Ti arrabbi perché i tuoi genitori ti danno consigli su come gestire la tua attività.

Forse dimentichi che loro hanno investito i loro soldi e che da 2 anni non gli restituisci ancora nulla…

Non ti preoccuperesti anche tu, al loro posto?”

Tace. Come un bambino che è appena stato scoperto mentre rubava le caramelle.

“Sai perché non glieli restituisci? Perché in fondo ti fa comodo!”

Prima che cominci a negare tutto, procedo io…

“E sai perché ti fa comodo? Immagina di restituire i soldi ai tuoi genitori. Che cosa dovresti fare per riuscirci?”

“Dovrei avere più clienti, dovrei lavorare di più.”

“E per avere più clienti che cosa dovresti fare?”

“Dovrei essere più bravo… Per far parlare di più le persone… Dovrei imparare a comunicare meglio…”

“Certo. E questo cosa vorrebbe dire…?”

“Mettermi in gioco. Cambiare il mio modo di rapportarmi con le persone. Ma ho paura di non riuscirci”.

Bene, abbiamo fatto un piccolo passo fuori dalla zona di comfort.

Sun Tzu diceva:

“Se conosci il tuo nemico e conosci te stesso, non hai bisogno di temere il risultato di cento battaglie.

Se conosci te stesso e non conosci il nemico, per ogni vittoria ottenuta soffrirai anche una sconfitta.

Se non conosci te stesso né il nemico, soccomberai in ogni battaglia.”

E ora tocca a te.

Prova ad immaginare di guardare il film della tua vita. Siediti in platea, come se fossi uno spettatore.

Che cosa vedi che non ti piace (e che comunque ti fa “comodo”)?

Che cosa decidi?

Accetti ciò che hai oppure decidi di uscire dalla tua zona di comfort?


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