È tutta una questione di immagine: la tua contro la loro.

Come ne esce la tua immagine rispetto la loro, da ogni incontro/scontro?

Questa è una domanda che bisognerebbe porsi, specie quando ci sono altri che assistono, che possono essere coinvolti, che possono farsi un’opinione sul tuo conto o su quello degli altri soggetti coinvolti e decidere di cambiare o conservare il loro modo di comportarsi a loro volta.

Eppure, quando si è dentro la situazione dell’incontro/scontro si fa spesso fatica a fermarsi un attimo e mettersi nei panni di chi sta osservano.

Con lei, già nella sessione precedente, avevamo cominciato a lavorare su questo aspetto e aveva già messo in atto degli aggiustamenti:

Ho riferito al responsabile del settore e lui ha alzato la voce.

Sai che di solito ero io che venivo tacciata di urlare con i dipendenti?”

Per una qualche ragione, la figura della “cattiva” la faceva sempre e solo lei.

Certo, per il suo ruolo di manager. Ma non solo. Molto spesso perché gli altri non avevano il coraggio di rimproverare quando necessario; così finiva per farlo lei, compensando le carenze degli altri che ne uscivano sempre “buoni”, con la loro immagine “pulita”.

Quando le feci notare che era tutta una questione di immagine, la sua contro la loro, mi aveva fatto capire che lei era una donna di “sostanza”, che quello che doveva essere fatto andava fatto. Che erano gli altri ad aver sempre bisogno di farsi belli.

Avevo cercato di farle vedere oltre: non si trattava di “immagine” in un senso estetico, ma di “immagine” in un senso professionale: responsabilità sue e responsabilità di altri, abilità sue e abilità di altri, meriti suoi e meriti degli altri, incapacità sue e incapacità di altri, …

Per esempio, perché mai avrebbe dovuto apparire “cattiva” lei per coprire le incapacità degli altri?

Questa domanda le aveva fatto visualizzare una linea di confine mai presa in considerazione prima e subito le si erano drizzate le antenne…

Tua immagine contro loro immagine
Photo by Patrick Brinksma

Come si prendono cura della loro immagine?

“Sta cercando di portarmi alla sua visione, che non collima con la mia. Perché lui è abituato a ottenere ciò che vuole, vedi tutti i suoi recenti acquisti che usa per fare immagine. […] 

Prendendo quella decisione, punta a fare bella figura verso il cliente.”

Lei ragiona(va) con la sua logica, che non è la loro logica.

Lei era sganciata da un discorso “immagine” come lo intendono loro.

Tende(va) a non dare importanza a cose che per loro invece sono vitali.

Non poteva capire le loro logiche pensando con le sue logiche.

Ma quando ha arricchito il suo punto di vista ha precisato:

“Anche loro hanno le macchie. Sono macchie che loro hanno ma non si accorgono di avere perché non sono manifeste.”

Come demoliscono la tua immagine?

“Vado in crisi nel momento in cui la gente comincia a insinuare.”

Ormai è chiaro.

Loro insinuano che lei abbia delle incapacità, o delle volontà di prevaricazione, o delle ambizioni, … E scelgono di toccare tutte quelle corde che possono macchiare la sua immagine professionale.

Lei entra in crisi e loro approfittano del suo momento di debolezza per prendersi lo spazio necessario a mettere in atto iniziative che vanno a vantaggio della loro immagine.

Qual è l’immagine che vuoi far ricordare di te?

“Io voglio un riconoscimento.

Tutti i miei sforzi, tutti i miei sacrifici, tutte le mie capacità.

Io voglio essere riconosciuta in tutto il mio valore.”

A distanza di qualche mese da questa sessione posso solo essere fiera di lei.

Riconoscimenti ne ha già avuti tanti. Serve ancora altro lavoro perché ci sono fattori culturali, anche in azienda, che hanno bisogno di un tempo più lungo.

Ciò che conta è che sia soddisfatta dell’immagine di sé che sta mettendo in mostra. E ben venga che gli altri stentino a riconoscerla nella sua nuova pelle!

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