Come smettere di trasformare ogni progetto in un vicolo cieco

«Tutto quello che faccio o tocco si trasforma in un vicolo cieco. Sono nella stessa identica situazione oggettiva di 3 anni fa. Sono ancora lì. Metto in piedi cose che però non sboccano da nessuna parte. Non cambia mai niente. È tutto fermo

Se non fosse un vicolo cieco, dove ti condurrebbe la strada che stai tracciando?

Trasformo tutto in un ramo secco o in un vicolo cieco
Photo by Ariel Lustre

«Ci sarebbe un’altra occupazione che mi dà più soddisfazione e che fa muovere qualcosa.

Perché non si muovono le cose?»

Non ti nego che è una domanda interessante. Può essere utile cercare i motivi, se sai come cercarli in modo appropriato.

Purtroppo, una domanda che inizia con “perché…?” ha quasi sempre il tono dell’accusa nei tuoi stessi confronti.

L’effetto è demoralizzante, perdi la lucidità per affrontare il problema e ti diventa pressoché impossibile cominciare a cercare le soluzioni.

Prova a sostituirla con un’altra domanda:

“Come posso far muovere le cose?”

Per far muovere le cose, non basta che ti culli nell’illusione di aver costruito una rete di contatti. Non basta che “metti in piedi”.

Devi cominciare a “vendere”.

Quando arriverai alla massa critica per poi iniziare a promuovere il tuo progetto? Saranno ancora “caldi” i contatti che hai costruito nel frattempo o si saranno “raffreddati”? Saprai vendere quando sarà ora se, nel mentre, non ti stai esercitando a farlo?

Hai ragione quando ti dici che trasformi tutto in un vicolo cieco, se lasci che il tempo passi senza mai vendere.

Non puoi affliggerti perché per il mondo esterno non cambia mai nulla nella tua vita se poi, tu stessa, non comunichi all’esterno il progetto a cui stai lavorando.

A proposito di “come posso far muovere le cose”, sei troppo legata al giudizio esterno.

Se hai un feedback:

  • negativo -> ti fermi.
  • positivo -> dipende, non sempre funziona per farti avanzare.
  • nessuno -> ti fermi.

Vedi ora perché le cose non si muovono?

Sei sempre ferma!

Questo essere così legata a cosa pensano gli altri è la risposta a quel “perché” su cui ti interrogavi all’inizio della sessione.

Devi crearti un contesto di “obbligo a fare”, a prescindere dal feedback (che sia positivo, che sia negativo o che non ci sia affatto). Una roba alla Casey Neistat degli inizi” che è passato, come molti, da un approccio mentale del tipo: 

“Pubblico video ogni giorno e chi se ne frega di come vanno, io spingo.”

 

Ricorda che per poter vendere è importante che tu sappia chiaramente: 

  • Cosa vuoi vendere e/o cosa vuoi ottenere dall’altra persona
  • Saper costruire la relazione con l’altra persona
  • la scelta del momento in cui vendere, ovvero quando le emozioni sono intense (prima o dopo, la vendita non va a buon fine)

Fino a poco fa, i mattoncini che mettevi servivano a costruire il muro che rendeva la tua strada un vicolo cieco e lasciava i tuoi progetti senza sbocco.

Da oggi quei mattoncini saranno delle vendite che lastricheranno la via di fronte a te, per condurti lontano…

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